Il Louvre, che tra la sua ricchissima raccolta di opere d'arte, conserva anche un capolavoro trafugato dalla chiesa fanese di San Pietro in Valle in epoca napoleonica (La Consegna delle Chiavi di Guido Reni) ha dedicato recentemente la sua attenzione ai beni culturali fanesi, tramite la sua rivista "La Revue des Musees de France". In particolare viene rilevata l'opera di Simone Cantarini, nato a Pesaro nel 1612 e morto a Verona, probabilmente avvelenato, nel 1648. Viene menzionata la tela di Agar e l'angelo della Fondazione Cassa di Risparmio e una sua seconda versione che si trova nel Musèe des Beaux-arts di Pau, chiaramente ispirata a quella di Fano. Sarebbe interessante, come è avvenuto per la Madonna della cintola del Barocci e la Madonna del cartiglio del suo allievo Ventura Mazza porre a confronto i due dipinti, in una mostra da realizzarsi nella pinacoteca di San Domenico. Di Simone Cantarini, detto il "pesarese" viene menzionato anche il quadro di san Pietro che guarisce l'infermo, dipinto per la chiesa di San Pietro in Valle e ora in deposito, in attesa della definizione dei lavori di restauro, nella pinacoteca civica. Alla pinacoteca del Comune e ai musei del palazzo malatestiano dedica un ampio servizio anche la rivista "Atmosphere - Meridiana" che viene distribuita sugli aerei di linea. Il titolo è "Fano: uno scrigno di opere d'arte" e vi vengono descritte tanto la sezione archeologica, quanto quella numismatica, la sezione della ceramica e i vari ambienti destinati alla pinacoteca.