MILANO - Il ponte delle polemiche non avrà neppure degna inaugurazione. Il sindaco di Venezia Massimo Cacciaci e lassessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz hanno deciso ieri di rinunciare allinaugurazione del Ponte di Calatrava con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prevista il prossimo 18 settembre. Troppi scontri: per i tempi lunghi di realizzazione (il progetto risale a dodici anni fa), per i costi lievitati (An denuncia un balzo dai 4,7 milioni della gara dappalto a «quasi venti milioni»), per gli imprevisti in corso (a gennaio la struttura si è mossa di un centimetro). Lultimo guaio, con i disabili: non è pronta lovovia che trasporterà le persone con problemi di deambulazione (comprese le mamme che spingono le carrozzine) sullarcata di acciaio da piazzale Roma alla stazione ferroviaria. «Era inevitabile accogliere le loro istanze. Anche se inaugurare il quarto ponte di Venezia con Napolitano diventava loccasione giusta per affrontare la questione delle barriere architettoniche», ammette con qualche amarezza lassessore Rumiz. E aggiunge: «I tempi non sono stati rispettati perché l"ascensore traslante", che è un prototipo, ha avuto bisogno del parere del ministero dei Trasporti. E anche dopo linstallazioné sarà necessario aspettare il collaudo. Non era ipotizzabile tenere il ponte chiuso fino ad allora, visto che la parte pedonale è pronta». Eppure Pino Toso, il delegato dimissionario del sindaco sui temi dellaccessibilità, non è soddisfatto: «Bisognava rimandare lapertura. Del resto, non si poteva pensare di realizzare unopera di questa portata, finanziata con i soldi pubblici, senza tener conto delle persone diversamente abili». Che infatti non hanno mai manifestato simpatia per lopera architettonica. II direttore della rivista Mobilità Franco Bomprezzi ha detto: «Lovovia non è che un ripiego, ci mette 17 minuti. ad attraversare il ponte di Calatrava». Mentre Francesca Porcellato, campionessa paralimpica, non ha nascosto di trovare fuori luogo la presenza di Napolitano alla cerimonia di settembre: «Dovrebbe essere il primo a tutelare laccessibilità per tutti». Alla fine ha vinto il fronte del no. Il quarto ponte sarà aperto in sordina, forse il 18, o giù di lì. «E la vittoria del buon senso», gongola laennino Raffaele Speranzon, capogruppo (di se stesso, in quanto unico) in consiglio comunale, che minacciava una manifestazione di protesta. E non è il solo a rallegrarsi. «Sono contento: è unopera non necessaria, quindi dannosa», commenta Vittorio Sgarbi. Un po deluso Tinto Brass, assiduo frequentatore della Laguna: «A me piace tantissimo. Lo trovo gioioso, una bellissima invenzione grafica. Già mimmagino il piacere di vedere da sotto le signore che camminano sulla passerella di vetro».