Dice Maria Vittoria Marini Clarelli: «La Gnam che dirigo è un archivio completo del-l'arte italiana con aperture internazionali necessarie. Bisogna saper caratterizzare i musei, altrimenti si somiglierebbero tutti, fanno così i maggiori al mondo». Aggiunge: «L'ampliamento della Gnam con l'auditorium Cosenza è indispensabile, se lo si vuole inaugurare nel 2011, centenario della galleria. Per il contemporaneo i problemi posti dalle opere sono complessi, faccio un esempio: abbiamo acquisito sei ambienti del gruppo T, e anche un bellissimo soffitto di Lucio Fontana smontato da un albergo all'isola d'Elba; per esporre tutto questo servono spazi nuovi, serve una tipologia nuova di museo. Comunque stiamo facendo il catalogo delle collezioni dal 1958 al 2008, sarà una sorpresa per tutti. Un aspetto importante resta l'incremento delle raccolte anche per cessione al posto del pagamento imposte, come nei casi di Burri e Dorazio». Ma per proporre al pubblico importanti raccolte ci sono altre strategie. Dice Gabriella Belli direttrice da 28 anni delle raccolte d'arte contemporanea e dunque adesso del Mart: «Ho 32 collezioni in deposito, contratti a lungo termine, dai 10 ai 40 anni, salvo due casi tutti non onerosi, il museo non resterà mai vuoto, i contratti di deposito si fanno sulla base di una programmazione. Non abbiamo che pochissime risorse per acquistare opere, eppure ho comprato a rate significativi pezzi di Arte povera grazie alla comprensione degli artisti e dei mercanti. Ho comprato archivi, di recente l'archivio di Margherita Sarfatti, importantissimo; compro sempre archivi collegati alla storia e alle collezioni del museo, ad esempio legati al primo e secondo futurismo». Chiedo quale sia la politica del Mart: «Sono partita tenendo come modello i musei tedeschi, Monaco, Amburgo, e, per gli archivi, il Csac di Parma; adesso mi sono spostata su musei statunitensi Minneapolis, Dallas, Saint Louis che hanno una cultura del museo che non si occupa dell'aspetto turistico ma chiede che il museo serva il territorio, la città». Per Ida Gianelli l'aver creato una collezione è importante: «Centottanta opere sono state acquistate con il contributo della Fondazione, 138 donate, Rivoli è stato il primo museo di arte contemporanea, siamo partiti dall'Arte povera e siamo arrivati alla Transavanguardia e oltre, poi abbiamo importanti opere anche di artisti stranieri, poco documentati in Italia; molti i doni, ne cito uno, il gruppo dei Melotti. Comunque avere 4 milioni di euro ogni anno per gli acquisti nei due musei di Torino e Rivoli è eccezionale ». Chiedo a Pier Giovanni Castagnoli come concepisce la funzione del museo: «A maggio sono stati dieci gli anni della mia direzione della Gam di Torino. Ho dato una centralità assoluta al museo intenso come luogo di conservazione e ampliamento delle collezioni in grado di rappresentare il più possibile l'arte contemporanea. Il museo non lo ho fondato ma lo ho ereditato, ed è stata una eredità condizionante. Prima di tutto nel museo viene la conservazione, lo studio, la crescita delle raccolte, la fruizione del pubblico, la fedeltà del pubblico stesso al museo, e il museo come pubblico servizio. Ho sempre creduto poco alle politiche dei numeri, ho sempre cercato di oppormi alle richieste degli amministratori alla ricerca di occasioni, di eventi spettacolari. Il museo in un certo modo è la continuazione dell'insegnamento all'università, è uno spazio di civile approfondimento, non un luogo di richiamo turistico ». Chiedo a Edoardo Cicelyn di spiegare la sua politica al Madre a Napoli: «Cerchiamo un rapporto con quelle zone di pubblico meno aperte al contemporaneo, il pubblico del quartiere popolare dove ci troviamo ma anche la borghesia più tradizionale; gli Ida Gianelli studenti ovviamente sono il nostro pubblico più attento insieme a coloro, e sono molti a Napoli, che seguono l'arte d'oggi; del resto Napoli ha una lunga tradizione di gallerie e di collezionisti da Amelio a Lia Rumma. Il Museo si lega alla città: noi ogni sabato e domenica, e sempre da luglio a settembre, teniamo aperto il Madre fino alle 24 e ogni sera nel cortile c'è uno spettacolo, concerto, cinema, danza; il biglietto costa 10 euro, spettacolo e museo inclusi. Abbiamo aumentato gli ingressi del 40 quest'anno: non è poco se pensa che i visitatori, al tempo della "monnezza", sono cresciuti!». Che bilancio trarre? Che la Gnam e il Mart e il Madre si muovono su binari stabiliti e con un progetto preciso, mentre Gam e Rivoli purtroppo, dopo anni di attività guida in Italia, sono prossimi a cambiamenti che potrebbero essere preoccupanti. Ma quando la finiremo con le mostre evento, i finti scandali, le esposizioni-spettacolo e faremo come ovunque, all'estero, serie mostre di ricerca e molta didattica sulle opere delle collezioni, rivolgendoci alle scuole e al pubblico più attento e sensibile? A Rivoli siamo partiti dall'arte povera e siamo arrivati alla Transavanguardia e oltre Edoardo Cicelyn Al museo Madre, nell'anno della monnezza, abbiamo avuto il 40 di visitatori in più.
MUSEI - Ma c'è chi deve comprare a rate o vivere di regali
Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Gnam, sostiene che il suo archivio è un'istituzione completa dell'arte italiana con aperture internazionali. Per il contemporaneo, i problemi posti dalle opere sono complessi e richiedono spazi nuovi e una tipologia nuova di museo. La Gnam sta facendo il catalogo delle collezioni dal 1958 al 2008, che sarà una sorpresa per tutti. Gabriella Belli, direttrice del Mart, afferma che il museo non resterà mai vuoto grazie ai contratti di deposito a lungo termine. Ha comprato archivi e opere d'arte contemporanea, come archivi di Margherita Sarfatti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo