La Regione vuole ampliare i vincoli, ma è pronta a scendere a patti con Coimpresa. Mentre Coimpresa riapre il cantiere di Tuvixeddu forte del via libera del Consiglio di Stato, Renato Soru contrattacca. Come era nell'aria, ieri il presidente della Regione ha annunciato che nella prossima riunione della Giunta, entro questa settimana, sarà riavviato (questa volta con tutti i crismi) il percorso di salvaguardia del colle. Soru conta di salvaguardare la necropoli, si appella al ministero e auspica una grande mobilitazione per valorizzare il patrimonio storico e culturale rappresentato da Tuvixeddu. Ma quella che si preannuncia come l'ennesima battaglia giudiziaria (l'esecutivo varerà un nuovo ddl per ricostituire per legge la commissione regionale bocciata dai giudici amministrativi e ordinerà la sospensione di tutti i lavori) potrebbe sfociare in un'intesa. Il governatore è pronto a scendere a patti con le ditte Coimpresa e Cocco e offrire, in cambio dell'integrità del colle, denaro sonante ovvero parte dei beni sdoganati recentemente dal demanio. Giovedì Soru dovrebbe incontrare i rappresentanti del Comune, della Soprintendenza ai beni culturali e delle imprese interessate. Ed è pronto a offrire, in cambio di Tuvixeddu, le aree restituite alla Regione dallo Stato come l'ex caserma di via Is Mirrionis e le aree appartenute alla Marina in viale Colombo. LA PRESA DI POSIZIONE avviene alla luce dell'emersione dei nuovi ritrovamenti sul colle. Nella memoria con cui l'Avvocatura dello Stato ha rappre- sentato il ministero ai Beni culturali davanti al Consiglio di Stato si parla infatti di 1.166 nuove tombe ritrovate dal 1997, data del primo vincolo paesaggistico, ad oggi. Gran parte delle quali, 430, sarebbero al di fuori del perimetro del parco. Ritrovamenti che, per la Regione, renderebbero necessaria l'estensione dei vincoli da parte dello Stato e non sarebbero state segnalate adeguatamente dalla soprintendenza. Ma la possibilità di dialogo con le imprese rischia di essere preclusa dall'ordine di sospendere i lavori annunciato da Soru. Coimpresa, tramite l'ad Giuseppe Cualbu, fa sapere che se scatterà il blocco si tutelerà in tutte le sedi, compresa quella penale. «Non cediamo ai ricatti».