«Vendesi». Secondo piano, via Tasso. Il numero civico è proprio quello dello storico Museo della Liberazione e l'appartamento in vendita è quello di fronte alla sezione dedicata alle celle dove furono imprigionati partigiani e antifascisti. Sandro Pertini, Giuseppe Saragat, Bruno Buozzi tra gli altri. Assurdo, ma vero. L'unica cosa che potrebbe rendere inoffensivo quel cartello è il cosiddetto diritto di prelazione. Se il ministero diretto da Urbani si deciderà ad esercitarlo. «Non si può vedere un pezzo di quel palazzo carico di storia ammonitrice come se si trattasse dì un qualsiasi appartamento», dice Armando Cossutta, presidente dei Comunisti italiani, che oggi hanno organizzato un presidio in difesa dello stabile di via Tasso: «Noi che non abbiamo intenzione di mettere una pietra sul passato - spiega Cossutta - in una giornata così densa di significato presidieremo quel luogo per richiamare l'attenzione delle autorità politiche e dell'opinione pubblica». Non è la prima volta che il palazzo dello storico museo di via Tasso dove la Gestapo imprigionò e torturò partigiani e antifascisti finisce in vendita. Due anni fa toccò al quarto piano. Venduto a privati dopo una decennale e inutile trattativa con il ministero. Da allora l'interessamento del Comune si è fatto sempre più attivo. Obiettivo più ampio: acquistare l'intera palazzina al numero 145. E ora che l'emergenza riguarda l'appartamento al secondo piano potrebbe essere proprio il Comune a decidere di intervenire per scongiurare la vendita. Intanto, presentando il programma della giornata della memoria, il sindaco di Roma ha rivolto un appello alle istituzioni che possono esercitare il diritto di prelazione e ha ribadito che in ogni caso la vendita è da evitare in ogni modo. L' edificio fu fatto costruire dai principi Ru-spoli negli anni '30 che lo cedettero temporaneamente alla Gestapo, specificamente a Herbert Kappler, perché vi insediasse i suoi uffici., Per nove mesi, dall'8 settembre del 1943 al 4 giugno del 1944, quando i tedeschi evacuarono Roma davanti all'incalzare degli americani e canadesi, lo trasformò nel "carcere casalingo" della Gestapo. Tra i prigionieri della Gestapo vi fu anche Arrigo Paladini, un giovane capitano che dopo la guerra si adoperò perché l'orrore non venisse dimenticato e riuscì a far sì che nell'edificio fosse costituito il Museo storico della Liberazione di Roma che ha diretto fino alla morte nel luglio del 1991.
Presidio in via Tasso. II museo è in vendita
Il palazzo di via Tasso, dove si trova lo storico Museo della Liberazione, è stato messo in vendita. L'appartamento al secondo piano, con il numero civico dello stesso Museo, è stato acquistato da privati dopo una trattativa fallita con il ministero. Il Comune di Roma ha espresso interesse ad acquistare l'intera palazzina, ma non ha ancora deciso di intervenire. Il sindaco di Roma ha chiesto alle istituzioni di esercitare il diritto di prelazione per evitare la vendita. Il palazzo fu costruito negli anni '30 e fu utilizzato dalla Gestapo come carcere casalingo per nove mesi, dal 1943 al 1944.
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