Leggevo stamattina che a Firenze è iniziata la lotta al «degrado», con l'entrata in vigore di un nuovo regolamento di polizia urbana che vieta persino di stendere i panni o pulire la vetrina del proprio negozio, se queste operazioni vengono effettuate in orari non consentiti. Addirittura vengono multati i mendicanti che ostruiscono il passaggio, (mi chiedo poi il mendicante come pagherà la multa elevatagli, se non ricorrendo necessariamente alla questua per strada...). Abito da poco tempo a Pozzuoli, dove la natura insieme all' opera dell'uomo ha fatto di questa cittadina uno dei posti piu belli del nostro paese. Tuttavia mi sono sentito in dovere, pur non essendo originario puteolano, di spendere due parole per questa città tanto bella quanto, secondo me, non valorizzata e avvilita dalla sciattezza altrui. Ho scritto questa lettera al sindaco nella speranza che le autorità, che già stanno facendo tanto, inizino, anch'esse, una lotta al degrado, che non passa per il mendicante, il commerciante che pulisce la sua vetrina o la massaia che stende i panni (abitudine folkloristica tutta napoletana...) ma sicuramente per il rispetto per l'ambiente. Ve la riporto. «Ill.mo Signor Sindaco, sono venuto ad abitare da pochi mesi nella bellissima città di Pozzuoli. Pur conoscendone già le bellezze naturali e le ricchezze storiche, la trovo sempre estremamente affascinante, ricca di cultura e di tradizioni. Tuttavia mi meraviglio di come tanta bellezza e ricchezza , indiscutibile vanto per questa città, vengano comunque deturpate dai cittadini, siano essi del posto o semplici turisti pendolari. Abito nelle prossimità del Tempio di Serapide e mi sono entusiasmato quando sono iniziati i lavori di pulizia e recupero del sito, ma quale amarezza constatare che dopo pochi giorni le aiuole, sia interne che esterne, sono diventate un ricettacolo di immondizia. Cartoni, bottiglie vuote, buste e bicchieri di plastica, triste testimonianza di un fine settimana trascorso all'aria aperta. Eppure di raccoglitori per la spazzatura ce ne sono ad ogni passo. Che dire dei fuochi d'artificio sparati dai giardini del Serapeo, per festeggiare qualche avventore di uno dei tipici ristoranti situati nella via che lo costeggia? E dei cartoni lasciati tutte le mattine da chi, sfortunatamente, vi ha trascorso la notte? Un degrado davvero inammissibile, tanto più che la Campania tenta di uscire faticosamente dalla ormai storica emergenza rifiuti. Sono un archeologo mancato, non avendo completato gli studi, ma la passione mi è rimasta e non sopporto che un luogo, simbolo e testimonianza di cotanta cultura, antenato di quelle attività commerciali che ancora oggi brulicano e rendono così viva e caratteristica questa cittadina, sia invece considerato solo uno sfondo per qualche bella foto ricordo ,o peggio, spazio dedicato alla raccolta «non differenziata» dei rifiuti. E allora da qui la mia idea, forse irrealizzabile, romantica o originale, ma dettata sicuramente dall'amore per questa città. Perché non coinvolgere proprio i cittadini nella cura del Tempio? Ho notato che i giardini sono frequentati da persone anziane, per lo più pensionati che trascorrono parte della mattinata e del pomeriggio chiacchierando e godendosi il panorama e l'aria fresca della piazza. Perché non reclutare, proprio tra loro, dei volontari che si prendano cura delle aiuole, dei giardini interni al Tempio? L'impegno da parte delle autorità sarebbe quello di fornire, agli eventuali «neo-giardinieri», le attrezzature necessarie. Da parte loro l'impegno a mantenere rigogliose le piante, pulite le aiuole, ad ognuno si potrebbe concedere la possibilità di prendersi cura di quei giardini come fossero i propri. In questo modo credo, aldilà delle insormontabili (ma in fondo nemmeno tanto, se si vuole) difficoltà burocratiche, non solo si darebbe a coloro che parteciperebbero, un pretesto per sentirsi ancora utili ed inseriti nella società lavorativa, ma allo stesso tempo si instillerebbe in ognuno un ritrovato sentimento di rispetto per l'ambiente nel quale viviamo, la volontà di tutelare un patrimonio culturale senza il quale città come Pozzuoli perderebbero gran parte del loro fascino e della loro eco storica». E. Averga - POZZUOLI
POZZUOLI: a Firenze è iniziata la lotta al degrado
Il signor Averga, abitante di Pozzuoli, scrive una lettera al sindaco esprimendo la sua preoccupazione per lo stato di degrado della città. Egli lamenta il fatto che le aiuole del Tempio di Serapide siano diventate un ricettacolo di immondizia e che i cittadini non si prendano cura del luogo. Il signor Averga propone di reclutare volontari tra i cittadini anziani per curare le aiuole e i giardini del Tempio, fornendo loro le attrezzature necessarie. Egli crede che questo progetto possa instillare un senso di rispetto per l'ambiente e tutelare il patrimonio culturale della città.
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