«Se dovessi sposarmi oggi, non verrei più qui a fare la luna di miele». Il toscano Roberto Bellucci è tornato con la moglie Roberta Vannucci nella Valle dei Templi. Ma non era proprio così che ricordavano la città dei Templi. «Trentotto anni fa sì, siamo venuti volentieri, ma adesso a vedere questa gran confusione, non viene proprio la voglia - dice il signor Bellucci, da Prato - Io sono toscano e dico che i fiorentini sono dei bottegai, in senso fortemente negativo, ma preferisco loro ai noncuranti di Agrigento. Quel che è tragico in questa città è che non viene curato nulla. Guardi là non ci sono neppure le strisce pedonali, non c'è un vigile, non ci sono indicazioni. Lo sciagurato di turista che arriva non sa che strade prendere». Seduta su una ringhiera, ali' ombra, c'è una giovane signora piemontese: «Possibile che non c'è una panchina e neppure una pensilina dove aspettare l'autobus per la città ? - si domanda la signora Monica Urlanetto da Novara - E poi quando passerà questo benedetto autobus. Saranno almeno trentacinque minuti che aspettiamo. Non c'è una tabella con gli orari. E impensabile tutto ciò». Licia Montorso viene da Venezia e ci spiega che lei e sua figlia hanno lasciato l'auto nel piazzale presso il tempio di Giunone, hanno fatto tutta la via sacra e adesso si trovano al posto di ristoro, ma sono in difficoltà: «Ci hanno detto che per tornare a prendere la macchina dobbiamo fare almeno due chilometri e mezzo, più della metà in salita. Ma possibile che non hanno pensato ad un bus navetta che riporta i turisti su, di nuovo, sino al tempio di Giunone? Come si fa con questo gran caldo ad incamminarsi per riprendere la macchina?». Non ci resta che offrire un passaggio alle malcapitate turiste. Alla fine ci invitano a visitare Venezia: «Vedrà, in laguna le cose funzionano molto meglio. Qui non abbiamo trovato neppure un servizio taxi». In effetti al posto di ristoro non c'è neppure la colonnina per la chiamata taxi. In verità non c'è neppure un posto di pronto soccorso, ci dice un giovane che fa la guida turistica. «La Croce Rossa potrebbe stazionare con un'ambulanza. Arrivano così tante persone, un'assistenza medica è assolutamente necessaria», sottolinea il giovane agrigentino Montalbano Calogero. Il suo collega Fabio Albanese lamenta il fatto che l'associazione delle guide del-la città ha chiesto all'Ente parco di poter montare un gazebo per accogliere i turisti e gestire il servi-zio: «Ci hanno dato solo tre metri quadrati e così ci siamo piazzati sotto un paio di ombrelloni. Questo è tutto il nostro ufficio". Altre cose sono piuttosto irragionevoli, come il fatto che la biglietteria chiude alle ore 19 e riapre alle 19.45 per la visita serale.