Vorrei fare alcune precisazioni sulla limitata possibilità di visita del Cenacolo. Al di là dei noti problemi di conservazione del dipinto, anche se si adottassero limiti meno rigidi (numero maggiore di visitatori, incremento orari di apertura, eliminazione del giorno di chiusura del lunedì) non si potrebbe comunque soddisfare lenorme richiesta. E un problema, dunque, che deve essere analizzato con serietà facendo capire che purtroppo di fronte a questi fenomeni di massa alcune limitazioni sono naturali; questo daltronde vale per il Teatro alla Scala come per la finale di Coppa dei Campioni. LUltima Cena è una delle opere darte più famose al mondo, le richieste di visita sono molte, ma purtroppo debbono essere limitate. Il dipinto, fin dal suo nascere, si dimostrò fragilissimo a causa della particolare tecnica esecutiva aggravata dalle condizioni ambientali. La Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano da diversi anni adotta un protocollo di visita scaturito da approfonditi studi. Una delle cause principali di rischio è dovuta alla presenza della polvere che si deposita sulla superficie del dipinto. Per questo è stato progettato un sistema che prevede lisolamento del refettorio dallesterno e linstallazione di un impianto di aria «trattata» per immettere nella sala aria purissima. La sala è stata isolata creando un percorso obbligato per i visitatori che attraversano zone «filtro» con porte che si aprono alternativamente affinché il refettorio non sia mai a contatto con lesterno. Tale sistema impegna la Soprintendenza in un attento lavoro quotidiano e limita laccesso dei visitatori, che vengono ammessi in gruppi di 25 ogni 15 minuti al fine di contenere il più possibile le aperture delle porte. Tutto questo sarebbe impossibile con un numero maggiore di persone, se non con un potente impianto di condizionamento che si è volutamente scartato per il pericolo che sulla parete del dipinto si verificassero movimenti daria. Tutte le azioni adottate sono misure precauzionali che potrebbero anche essere attenuate, ma certo con la consapevolezza di esporre questo capolavoro a maggiori fattori di rischio. Non possiamo però dimenticare che proprio in questi giorni abbiamo letto sui giornali accorati appelli di sindaci e studiosi che auspicano il numero chiuso per, alcune città darte stressate dalleccessivo uso turistico; oltre tutto la visita al Cenacolo, proprio perché limitata a 25 perone, consente un rapporto sereno e intimo con lopera. Una condizione che, ahinoi, tanti altri luoghi darte ormai non hanno più. Soprintendente Beni Architettonici