LANZO D'INTELVI Il Borghetto è uno dei nomi più spesi per alberghi e residence, funziona da Sibari a Valeggio sul Mincio. Dà l'idea di un grappolo di case sospese nel tempo. Per uno sberleffo del caso, il capanno del cantiere "Il Borghetto" a Lanzo d'Intelvi è sistemato a ridosso del segnale di attraversamento cervi. È una delle 20 foto scattate dall'architetto Carlo Silva, esposte a Lanzo per la bellezza di tre giorni, dal 10 al 13 agosto. Sì perchè poi la mostra, "Com'era verde la mia valle", che doveva restare aperta fino a domenica scorsa, è stata «sospesa». Così recita il comunicato di Legambiente. L'idea di una mostra per immagini sulla recente cementificazione della Valle è venuta al circolo locale di Legambiente. Fin qui tutti d'accordo. Ma dopo soli tre giorni si solleva un vespaio. Ad alcuni costruttori e residenti non è proprio andato giù di vedere la propria casa appesa a un muro e non certo perché esempio di edilizia che rispetta il paesaggio. «Non volevamo offendere nessuno», mette le mani avanti Ferruccio Spazzi, uno dei due fondatori di Legambiente. «I toni si sono alzati troppo. Il fatto è - riassume Spazzi - che qualcuno ha visto le foto delle proprie case e non vuole che siano fatte passare per un ecomostro». E allora? «Beh! Pensavamo di ritirarle dalla mostra ma il fotografo non voleva sentirne parlare». Sbotta il fotografo Silva, architetto alla Regione Lombardia: «senza quelle quattro foto di Lanzo la mostra non aveva più senso. Non mi sembra per nulla esemplare questo comportamento, specie da un circolo come quello di Legambiente, dedicato alla memoria e al coraggio di Laura Scotti, operatrice umanitaria morta in un incidente aereo mentre andava in Kosovo». Anche il sindaco di Lanzo, Patrizia Zanotta è «rammaricata col presidente di Legambiente. Non mi aspettavo che facessero marcia indietro, ancor più da un'associazione di denuncia». Il primo cittadino non le manda certo a dire: «Mi è giunta notizia che la mostra è stata "sospesa" perché i rappresentanti locali di Legambiente hanno ricevuto pressioni da parte di costruttori e abitanti degli stabili fotografati da un occhio esperto». Parole che il primo cittadino aveva già pronunciato sabato scorso durante un'assemblea pubblica. Se Legambiente tentenna, Zanotta è perentoria: «Le ultime costruzioni tirate su a Lanzo non sono proprio di una bellezza fulgida. Da parte mia ho elaborato un piano di governo del territorio. Se c'era qualcosa che non andava ora non c'è più perché quello che non andava l'ho segnalato alla Procura della Repubblica. È il primo passo per avere un territorio più bello». Va comunque detto che le fotografie della mostra "Com'era verde la mia valle" non inquadrano esempi di abusivismo ma di cementificazione che poco si integra coll'ambiente. Scopo dell'esposizione era comunque di attirare l'attenzione sulla centralità del tutela del territorio sul lago. E Silva non è nuovo a queste tematiche: si è aggiudicato il primo premio al concorso fotografico nazionale "Nonsolopuntaperotti" con gli scatti del nuovo Casinò municipale di Campione d'Italia e della funivia abbandonata di Lanzo d'Intelvi. Chi in quei tre giorni non fosse riuscito a visitare la mostra, potrebbe avere una seconda possibilità domenica prossima, da quando dovrebbe essere allestita a Schignano. Con tutte e venti le foto, comprese le quattro immagini "epurate". Ma il condizionale è l'unica certezza: fotografo e il circolo locale di Legambiente non hanno ancora trovato un punto d'incontro.