Legge e referendum nell'agenda politica per il dopo-vacanze L'urbanistica (tra legge e referendum) sarà al centro della ripresa delle attività del Consiglio regionale. La politica sarda, per fortuna, non si ferma alle liti per la segreteria del Pd: ci sono tanti altri argomenti su cui litigare. Scommessa facile facile: la prossima battaglia tra i due poli sarà sul terreno dell'urbanistica. Tema che si pone al centro dell'agenda politica di settembre: perché dovrebbe (condizionale più che mai giustificato) arrivare in aula il nuovo testo sulla disciplina del territorio, e perché per il 5 ottobre è fissato il referendum sulla legge salvacoste del 2004. Ma nell'ultimo anno della legislatura il Consiglio regionale e i partiti dovranno affrontare anche questioni altrettanto rilevanti come la crisi economica, le riforme, l'istruzione. I TEMPI. In teoria, la legge urbanistica approvata in commissione potrebbe iniziare l'iter in aula già il 9-10 settembre. Per il centrodestra è una fretta sospetta: il timore è che la Giunta intenda così vanificare il referendum. «Ma a parte questo - osserva Giorgio La Spisa, capogruppo di Forza Italia - contestiamo il testo della commissione per la concentrazione di potere in capo alla Regione, e per l'impostazione vincolistica che replica in sostanza il modello del Ppr». Il vero ostacolo per la Giunta, però, è soprattutto una maggioranza in ordine sparso. Del resto era stata la sinistra a lamentare il mancato accordo sul testo. Se la guerra del Pd lo permetterà, il centrosinistra dovrebbe riaprire il confronto nei primi giorni di settembre: «Spero che la legge non diventi il terreno per scontri di altro genere», dice Stefano Pinna, presidente della commissione Urbanistica, «finora abbiamo lavorato bene anche con l'opposizione, in un clima serio e con la volontà di affrontare i problemi veri. Conto molto sul contributo in aula della minoranza». Quanto all'accusa di voler far saltare il referendum, «noi stiamo discutendo della legge sulla disciplina del territorio da un anno, e di referendum non si è mai parlato». LA CRISI ECONOMICA. L'autunno porterà anche nuove tensioni sul fronte sociale, coi sindacati mobilitati (la Cisl pensa a uno sciopero generale contro la Regione, la Cgil vorrebbe protestare nei confronti del Governo). «Il Consiglio non potrà ignorare la crisi dell'industria», prosegue La Spisa. Nell'altro polo, è la sinistra a mettere l'accento su questi temi: «La partita delle Regionali si gioca attorno alle proposte concrete di sviluppo economicosociale dell'Isola», avverte Paola Lanzi, capogruppo di Sinistra autonomista. «Non vorrei che i guai del Pd ci portassero a ignorare simili questioni». Ma per Pierpaolo Vargiu, che guida in Consiglio la pattuglia dei Riformatori, «a nove mesi dalle elezioni difficilmente una maggioranza così malmessa condurrà in porto leggi di grande portata. Né sull'urbanistica né su altre questioni». A chi ipotizza una ripresa celere dell'attività dopo le vacanze, su impulso della Giunta, Vargiu risponde che «forse la Giunta vive su Marte: l'anno scorso, per le primarie del Pd rimanemmo fermi due mesi. E adesso i democratici abbiano problemi ben peggiori». IL BILANCIO. In teoria, la manovra finanziaria dev'essere approvata dalla Giunta entro settembre e dal Consiglio entro fine anno. Finora il centrosinistra ha regolarmente superato questi termini, ma ora si va verso l'ultimo bilancio della legislatura. Converrebbe anche alla Giunta un'approvazione rapida. Solo che, prima di arrivare a questo traguardo, dovrà decidere esattamente che fare sul fronte delle entrate, dopo che la Corte costituzionale ha bocciato il sistema dell'anticipazione dei futuri crediti dallo Stato. Per il governatore, la sentenza non ha cambiato granché. Ma si annunciano polemiche. LE RIFORME. Parti della coalizione di governo (i socialisti, la sinistra) avevano chiesto di riportare in Consiglio la legge statutaria, per correggerne alcuni passaggi. Per il momento, Soru si è limitato a promulgarla (dopo che la Corte d'appello di Cagliari ha dichiarato non valido il referendum sulla legge), anche se non ha escluso del tutto la possibilità di un nuovo dialogo sulle questioni istituzionali. Tra le leggi di riforma ci sarebbe anche quella sull'istruzione, da tempo in commissione: non è cosa da poco, visto che riguarda la scuola, la formazione professionale e così via. Negli ultimi tempi i partiti hanno parlato anche di legge elettorale: ma non sembra facile trovare l'accordo per cambiarla entro la primavera 2009. Tra l'altro, senza una riforma rischia di restare lettera morta la previsione della statutaria che fissa a 80 il numero dei consiglieri, perché utilizzando nuovamente le regole nazionali si rischia un'altra assemblea extralarge. Nel Pd, poi, si era fatta strada la volontà di cancellare il listino, cosa che potrebbe anche piacere a una parte del centrodestra. Ma alcuni piccoli partiti hanno già detto no. È un punto tutt'altro che secondario, su cui potrebbe anche naufragare qualche progetto di coalizione.
SARDEGNA - Riparte lo scontro sull'urbanistica
Il Consiglio regionale sardo inizierà a lavorare di nuovo il 9-10 settembre, con l'agenda politica che prevede la discussione della legge urbanistica e del referendum sulla legge salvacoste del 2004. Il centrodestra è sospettoso della fretta della Giunta, che potrebbe voler vanificare il referendum. La sinistra, invece, sostiene che la Giunta debba affrontare le questioni economiche e istruzione. La crisi economica e la manovra finanziaria saranno anche oggetto di discussione. La legge statutaria sulla disciplina del territorio sarà discussa, e ci sarà anche una legge sull'istruzione. La legge elettorale potrebbe essere oggetto di discussione, ma non sembra facile trovare l'accordo.
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