Una petizione per chiedere il recupero del monumento simbolo del capoluogo Luigi Bruno: "Rubate anche le ultime porte ottocentesche in legno massiccio La "Signora" non è più sola. circa 6.500 cittadini hanno firmato una appello, lanciato dall'associazione "Salviamo la Colombaia", indirizzato alla Regione, al comune, alla Provincia e alla Soprintendenza per "salvare" l'antica roccaforte, simbolo del porto di Trapani. "La Colombaia sta cadendo a pezzi". L'ennesimo allarme lanciato dal presidente dell'associazione, Luigi Bruno. "Alcuni mesi fa - afferma è comparsa una nuova fenditura sulla torre ottagonale. Una spaccatura profonda, poco visibile da lontano. Una crepa sottolinea che si aggrava di settimana in settimana". L'ultimo segno di cedimento della "Signora solitaria", così come è soprannominato l'antico carcere, la Colombaia, messa da parte, abbandonata da più di quarant'anni, rischia di crollare. Uno dei simboli della città falcata a cui tutti i trapanesi sono legati, necessita di urgenti opere di restauro. L'intera struttura, infatti, è incustodita e lasciata all'incuria più totale, in preda dei vandali. Pareti crollate, tetti distrutti, qualcuna, ha anche lasciato un "ricordo", impresso con La bomboletta spry sulle pareti dell'antico castello. Persino dell'impianto di illuminazione, intermente realizzato In occasione delle regate della Louis Vuitton, circa tre anni fa, resta poco. Tutto distrutto. I "raid vandalici, messia segno di notte, quando la "signora2 si veste di nero, hanno lasciato l'impronta: Per non parlare dei diversi furti, che si sono susseguiti nel corso degli anni. "E' scomparso di tutto afferma Bruno persino le porte ottocentesche delle celle in legno massiccio. Fino allo scorso anno ne era rimasta qualcuna. Adesso niente". Sfogliando le diverse foto, che ritraggono l'antico castello, posizionato quasi all'estrema punta dell'occidente, si notano gli scempi, come il tentativo di furto di un antico stemma, quello del Vicerè Fernadez Pacheco. Un tentativo di furto malriuscito che ha però danneggiato il volto di un putto scolpito nella roccia. La vita della Colombaia si è spenta 43 anni fa. Data in cui fu chiuso l'antico carcere che ospitava tutti coloro che si erano ribellati alla dominazione borbonica. Da allora, la fortezza che aveva resistito alle guerre e alle dominazioni è stata abbandonata e lasciata lì, a combattere la sua battaglia contro il tempo, che rischia di cancellare in un battibaleno secoli di storia. L'antico castello oggi appartiene al Ministero per le infrastrutture che l'ha data in gestione all'Autorità portuale, attualmente in stato di liquidazione. Gli unici ad occuparsi del rilancio della struttura, sono i componenti dell'associazione "Salviamola Colombaia", guidata da Luigi Bruno, che da diversi anni si battono per il recupero e la ristrutturazione dell'antico carcere. "Abbiamo condotto diverse campagne dice il presidente dell'associazione raccolto firme, ma nulla è cambiato. Del resto, tanto per citare una celebre frase Di Tomasi di Lampedusa, in Sicilia è sempre la stessa storia. Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima". Ora, l'ennesimo appello con la speranza anche che quest'ultimo non cada nel vuoto. "Se non si interviene subito sentenzia amaro Luigi Bruno c'è il rischio, concreto e reale, che la struttura venga giù". E per la città sarebbe un'altra grossa perdita. La fine di un simbolo abbandonato, accantonato, messo all'angolo come un pugile suonato. "sarebbe bellissimo continua realizzare all'interno della Colombaia un polo turistico-culturale. Sarebbe di certo una miniera d'oro per la nostra città. A parte il richiamo turistico, si creerebbero tanti nuovi posti di lavoro per i tanti giovani disoccupati". Un sogno, quello dell'associazione "Salviamo la Colombaia", che potrebbe essere realizzato solo nel caso in cui, la struttura passasse dal demanio al Comune. "Solo in questo caso spiega Bruno la Soprintendenza ai beni culturali potrebbe intervenire avviando una seria opera di restauro". Ma l'iter avviato nel lontano 2002, è rimasto bloccato. Causa? I soliti impicci burocratici, dal Comune spiegano infatti come inizialmente ci sia stato qualche problemino con la Regione che reclamava a se il bene. Poi , arrivato il placet della regione sopraggiunto un nuovo intoppo legato all'Autorità portuale posta in stato di liquidazione. Insomma la storia continua. Ma è possibile sapere quale futuro attende la Colombaia? Bruno è ottimista. "Momentaneamente conclude è tutto fermo, siamo in agosto e si sa, in questo periodo gli uffici funzionano a singhiozzo, la politica ha fatto i bagagli per andare in vacanza.