Dopo le reazioni alla notizia del ricorso al Consiglio di Stato della cordata ministeriale, si preparano le adeguate contromisure Lunedì riunione degli Amici del MuseoLe proteste di Tripodi (Pdci), Fortugno e Amato LA VICENDA Una "cordata"guidata dal ministero dei Beni culturali propone appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che impedisce la riproduzione dei Bronzi di Riace deliberata dalla Giunta regionale. LE INIZIATIVE La città si sta mobilitando: lunedì riunione dell'Associazione degli amici del Museo e martedì incontro promosso dalla Cgil. Si tratta di due momenti che tendono a definire una strategia di risposta al ricorso ministeriale. CENTRO BOSIO Il presidente, prof. Pasquale Amato: «La notizia arriva in una fase in cui alla città viene negato il diritto di avere la Cardiochirurgia mentre viene anche smembrata la sede regionale delle Poste». REGIONE Due consiglieri, Michelagelo Tripodi (Pdci} e Franco Fortugno (Margherita) annunciano che saranno al fianco dei cittadini di Reggio «per respingere questo nuovo tentativo del governo». REAZIONI Si uniscono al coro del no alla clonazione: Ornar Minnitti, Maurizio Marino e Mauro Cimellaro. " Tutti insieme. Appassionatamente. La vicenda della, riproduzione dei Bronzi ha avuto la forza di ricompattare la città. Dopo la notizia diffusa con tempestività dalla Cgil, è cominciata una reazione a catena. Contro il ricorso d'appello presentato al Consiglio di Stato da parte del ministro Giuliano Urbani, capofila di una cordata che comprende il ministero dell'Istruzione, la .Soprintendenza archeologica della Calabria e l'Istituto centrale del Restauro, è scattata, come una molla, la reazione. Significativa la presa di posizione del presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele, del presidente della Provincia Pietro Fuda e il sindaco Giuseppe Scopellìti. La risposta delle istituzioni rappresenta un segnale importante. La Cgil annuncia un incontro ricognitivo per martedì prossimo. È il momento, insomma, di stare in guardia e di rispondere con cuore e cervello. Già una 'volta il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Regione la quale si era opposta alla sentenza del Tar che concedeva la sospensiva, bloccando di fatto la riproduzione. Si è convinti che, anche entrando nel merito il Consiglio di Stato confermi la Sentenza del Tar. Al Tribunale amminiStrativo regionale, sezione di Reggio, si erano rivolti il Comitato, i sindacati, le associazioni Amici del Museo e Centro studi Bosio, sostenuti dalle amministrazioni comunale e provinciale. Gli Amici del Museo non fanno dichiarazioni ufficiali anche se lasciano capire che .sono pronti a partite all'attacco. Il presidente, prof. Vincenzo Panuccio, si limita a dire: «Lunedì prossimo si terrà una riunione dell'Associazione per discutere quali iniziative prendere sull'inconcepibile ricorso in appello presentato dal ministero Urbani e dagli altri». Il prof. Pasquale Amato, presidente del Centro studi Bosio (un'altro dei ricorrenti) reagisce: -«Dal 1966 non fanno altro che tornare a tappe sul luogo del delitto». Amato sottolinea il particolare momento del ricorso, proprio mentre a Reggio «viene negata la Cardiochirurgia, mentre è in atto il tentativo di smembrare le Poste, contravvenendo all'impegno preso nel 1971». Il compromesso per il capoluogo stabiliva, infatti,: e Amato lo evidenzia, che tutte le sedi regionali dovevano restare nella città dove si trovavano. «Questo nuovo attacco - scrive Amato - è più virulento di quello sferrato dal "signore di Catanzaro". Non siamo rimasti sorpresi per questo, ma della carica di veleno e la totale mancanza di rispetto verso la verità dei fatti e la dignità di un'intera popolazione e delle sue istituzioni locali». Nel ribadire che indietro non si torna, il prof. Amato asserisce: «Ora ci costringono a riprendere la battaglia mentre ci stavano organizzando per rendere produttiva quella nostra vittoria con una valorizzazione dei Bronzi assieme agli altri capolavori presenti e nascosti del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio». Sul fronte politico c'è una presa di posizione del capogruppo del Pdci al Consiglio regionale, Michelangelo Tripodi che, nell'esprimere stupore e sconcerto, ricorda la consultazione popolare «che ha visto i cittadini Reggio esprimere quasi all'unanimità netta contrarietà alla clonazione» e definisce questa presa di posizione del governo «completamente fuori luogo», scelta quest'ultima che «percorre strade già conosciute a danno e a discapito della città di Reggio». Per Tripodi con questa iniziativa il governo di Centrodestra avalla la scelta sbagliata fatta da Chiaravalloti e Zavettìeri. «Il Centrodestra - dice -getta la maschera: a Roma e a Catanzaro sono contro gli interessi della città e puntano alla sua emarginazione, come dimostrano le scelte recenti Sulle Poste e sulla Cardiochirurgia». Il Pdci nel ribadire, per bocca di Tripodi, che è pronto a sostenere tutte le iniziative contro la "clonazione", ricalca che «le statue appartengono ormai al nostro patrimonio storico e sono un bene della collettività reggina, al contrario di quanto sostiene il disinformato ministro Urbani». Anche il consigliere regionale Franco Fortugno (Margherita) protesta energicamente: «Un ricorso assurdo, con motivazioni offensive. Il mio partito è al fianco dei reggini: non bisogna "profanare" l'unicità delle grandi opere d'arte». Tante le altre reazioni, dicevamo. Il consigliere provinciale di Rifondazione comunista, Omar Minniti cita un antico proverbio: «II lupo perde il pelo ma non il vizio». Ma sono anche i motivi del ricorso che fanno discutere. Scrive Minniti: .«Sono a dir poco sconcertanti e offensive verso i cittadini di Reggio espressioni lette nel ricorso del tipo che le statue "si troverebbero solo casualmente appoggiate al Museo nazionale della città". Non servono commenti aggiuntivi, per quello che è un chiaro esempio della "visione culturale" che contrassegna il Governo Berlusconi». Rifondazione Comunista si dice pronta a riprendere la battaglia per impedire la "clonazione dei Bronzi, «accanto a tutti gli altri soggetti promotori della consultazione popolare, ai .partiti, ai sindacati, alle assocìazioni laiche e cattoliche protagoniste della prova di forza che, la scorsa estate, ha bloccato - seppur temporaneamente - i cattivi propositi dei nemici di questa città». Minniti ricorda che già esponenti nazionali del Prc, come il direttore di "Liberazione", Sandro Curzi,l'europarlamentare Morgantini, i deputati Russo Spena, De Simone e Gianni e il senatore Malabarba, nonché di Claudio Grassi a nome della Segreteria nazionale del partito, si erano espressi contro la "clonazione". Per il prof. Maurizio Marino. docente di lingua italiana all'Università per stranieri "Dante Alighieri", la decisione ministeriale «rappresenta il chiaro tentativo di svilire la volontà di tutto il popolo reggino che aveva già nel mese di luglio dell'anno passato reagito unanimemente alla incredibile proposta del Presidente della Giunta Regionale». Per il prof. Marino la città deve reagire in maniera indignata perché «i Bronzi rappresentano un patrimonio storico e culturale di tutta l'umanità che ha finalmente, dopo millenni, trovato un luogo dove essere ammirato. Nessuno si permetta di toccarli o di donarli». Mauro Cimellaro, coordinatore Uds (Unione degli studenti) di Reggio, «la clonazione dei Bronzi non rappresenta una manovra di interesse culturale (chi vuole vederli venga al Museo nazionale di Reggio Calabria, compresa la regina del Belgio), ma appare, invece, un imbroglio contro gli interessi della città. Reggio è contraria a questa operazione: 32mila reggini, tra cui tantissimi studenti, si sono mobilitati e, lo scorso luglio, hanno detto un categorico no alla clonazione. È inaudito e inaccettabile che sia proprio il Ministro per i Beni culturali che si faccia promoore di questa iniziativa invece di promuovere per il Sud e per Reggio nuove condizioni per creare sviluppo turistico ed occupazione». «Noi studenti - conclude - siamo i primi interessati affinché si creino le condizioni dello sviluppo per garantirci un futuro occupazionale nella nostra città. Per queste ragioni siamo pronti a mobilitarci assieme al sindacato e a tutti coloro che hanno a cuore l'interesse ed il futuro di Reggio e della sua provincia».
Gazzetta del Sud
24 Gennaio 2004
Bronzi, scatta la mobilitazione
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