«L'assessore Mario Fele merita tutte le nostre scuse. Aveva pieno diritto ad entrare a Palazzo Reale. I gruppi organizzati devono prenotare, i singoli visitatori no. Se io fossi stata presente sarei stata onorata di fargli da guida». Daniela Biancolini, direttrice della Reggia, non ha il minimo dubbio a stigmatizzare l'accaduto: «Il personale di custodia avrebbe dovuto aggregare il signor Fele e i suoi due amici al gruppo successivo. Per ragioni di sicurezza siamo costretti a limitare gli ingressi a 30 persone per turno di visita. Ma è meglio peccare in generosità che in avarizia». Quanto all'invito a «prendersela con il governo e il ministro Brunetta» Biancolini definisce la frase «inopportuna e infelice, spiegabile solo con le difficoltà del personale, sempre sotto organico. Per vigilare su trenta sale abbiamo sei custodi per ognuno dei tre turni previsti. Fele riferisce di aver visto quel giorno quattro addetti. Ha equivocato. Solo uno era del personale interno. Gli altri erano volontari, autorizzati solo a vendere le audioguide. Non avevano la qualifica di custodi. Non potevano pertanto guidare il pubblico, che va scortato da un custode alla testa del gruppo e uno in coda». Da tempo Palazzo Reale chiede potenziamenti di organico: «Se avessimo 15 custodi per turno potremmo organizzare l'ingresso libero» assicura Biancolini. «Non sarebbe male se il ministero destinasse al Piemonte alcuni di quei numerosi custodi in esubero nei musei del Mezzogiorno». «Qualche rinforzo sta per arrivare» assicura Liliana Pittarello, la direttrice regionale ai Beni culturali, che «vuole aprire un'indagine sull'accaduto». Annuncia l'imminente nomina di 41 nuovi assistenti museali destinati al Piemonte: «Ventisette prenderanno servizio nel Polo Reale e nelle residenze di Agliè, Racconigi e Villa della Regina. Sei andranno agli archivi e otto al Museo archeologico e ai siti di Libarna e Industria. Per Palazzo Reale avremo un particolare occhio di riguardo, è il museo che sta peggio». M. LUP.