L'increscioso episodio a Palazzo Reale? E' l'ennesima dimostrazione che la burocrazia statale non è in grado di valorizzare i tesori affidati alla sua custodia. La svolta passa attraverso il federalismo fiscale e culturale, due facce della stessa medaglia». Gianni Oliva, assessore regionale alla Cultura, non ha mandato giù la puntigliosa denuncia di Mario Fele, il collega del piccolo Comune di Oliena (Nuoro) respinto dal personale del Museo. Cosa ne pensa? «Sono arrabbiato: si fa tanto per la promozione e poi ci squalifichiamo così. Perché non ci chiediamo come mai questi scivoloni accadono a Palazzo Reale e non, per esempio, al Museo del Cinema?». Lo dica lei. «Perché la concezione che la burocrazia romana ha dei musei è vecchia, superata. Li considerano meri contenitori di oggetti preziosi, da conservare e basta. Il concetto va ribaltato: non è il pubblico a dover andare nei musei, sono i musei che devono avvicinarsi ai visitatori. E vanno organizzati in maniera adeguata». Come? «Con un allestimento suggestivo, le comodità elementari, dalle sedie per riposarsi al punto-ristoro, e naturalmente orari flessibili. Un museo moderno deve proporsi anche come centro di attività culturali». Questo nei musei statali non accade? «In Piemonte abbiamo avuto la fortuna di rapportarci con soprintendenti e direttori regionali capaci di valorizzare i beni sotto la loro tutela: è il caso di Daniela Biancolini e Mirella Macera. Ma il problema prescinde dalla buona volontà dei singoli. Basta con la logica del governo statale dei beni culturali, per di più al risparmio. Anche lo Stato francese è molto centralista, in compenso investe fior di quattrini ». Quale sarebbe il modello vincente? «Lo Stato deve occuparsi della tutela e dei finanziamenti, delegando la valorizzazione di questi tesori alle Regioni: in forma diretta o indiretta. E' una delle richieste contenute nel testo sul federalismo differenziato che Mercedes Bresso ha già presentato al ministro Calderoli. La formula può essere quella di cofondazioni o consorzi ai quali le Regioni garantiscono finanziamenti adeguati, una missione e un comitato scientifico. Tra gli obiettivi deve anche esserci quello di fare cassa conquistando un minimo di autonomia amministrativa: se è il caso, ospitando eventi e manifestazioni. Per un certo establishment di vecchio stampo suonerà come una bestemmia, ma non si può star fermi mentre il mondo cambia. Ricordiamoci cos'era fino a una decina di anni fa il Museo Egizio». Palazzo Reale è ancora all'anno zero? «E' penalizzato da una struttura gestionale vecchio stile. Ricorda quella di una scuola: ha i suoi custodi, le risorse per la manutenzione ordinaria... Nessuno da Roma pretende più di tanto. Sta lì e basta: uno splendido monumento a sé stesso». Per la verità di custodi sembra averne pochi... «Qui entra in causa il federalismo fiscale. Lo Stato ci dia le risorse che ci spettano e noi risponderemo ai cittadini su come le spendiamo».
TORINO - "I musei statali paralizzati dalla burocrazia"
L'increscioso episodio a Palazzo Reale è un esempio della burocrazia statale che non valorizza i tesori affidati alla sua custodia. Il federalismo fiscale e culturale potrebbe essere una soluzione per valorizzare i musei. L'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, ha denunciato la squalifica del Museo di Oliena, ma il personale del Museo non ha risposto. Il problema è che la burocrazia romana considera i musei come contenitori di oggetti preziosi da conservare, non come luoghi di attività culturali. Per risolvere il problema, lo Stato deve occuparsi della tutela e dei finanziamenti, delegando la valorizzazione ai Regioni.
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