Il Comune sfratta la storica raccolta e apre una nuova sede I responsabili del Museo della Guerra Bianca in Adamello: «Ci hanno scippato la nuova sede» TEMU' (Brescia) - Da ormai alcuni mesi si combatte in Alta Valcamonica la più singolare delle guerre: la guerra dei musei. A rendere più grottesco il tutto, c' è il fatto che a essere in guerra sono due musei che vorrebbero a loro volta illustrare e testimoniare una guerra: la «guerra bianca», quella combattuta da alpini e Kaiserjäger tra il 1915 e il 1918 sulle creste e sui ghiacciai dell' Adamello. Chi segue la cultura della montagna sa che il Museo della Guerra Bianca in Adamello esiste a Temù da oltre trent' anni ed è ritenuto la più importante collezione a livello nazionale, partner tecnico-scientifico del ministero per i Beni culturali. Per offrire una sede più adeguata a questo prestigioso museo, nel 2003 il Comune di Temù decise di realizzare un nuovo edificio di 1.000 mq. Il costo di oltre un milione di euro venne finanziato con denaro pubblico fornito in gran parte da Regione, Provincia e Comunità montana, in piccola parte dal Comune di Temù. Purtroppo nel 2006, quando la sede di via Roma fu pronta, il Comune pose come condizione di ottenere la maggioranza nel consiglio direttivo del museo. L' idea di cedere una preziosa collezione cui avevano lavorato per decenni venne ritenuta inaccettabile dai membri dell' Associazione del Museo della Guerra Bianca. L' autonomia non si toccava: doveva essere un trasloco, non un cambio di proprietà. Fu la dichiarazione di una guerra che dura ancora oggi. Il Comune ha minacciato allo storico Museo lo sfratto dalla vecchia sede di via Adamello e ha fatto sapere che, se proprio voleva entrare nella nuova, avrebbe dovuto sborsare un insostenibile affitto di 50 mila euro annui. A questo punto il Museo si è appellato alla Regione, ricordando che l' edificio era stato realizzato appositamente per ospitare la nuova sede del Museo della Guerra Bianca in Adamello. Il 16 luglio scorso la Regione ha proposto una soluzione che dovrebbe mettere d' accordo le parti, riservandosi di revocare i finanziamenti qualora non si firmi la pace entro il 31 agosto. Ora siamo a questo punto: da una parte c' è una ricca raccolta priva di sede, dall' altra una sede priva di raccolta. Le cose non sono andate come vorrebbe il buon senso. Il Comune di Temù non è rimasto con le mani in mano e si è messo a caccia di reperti bellici. L' ultimo atto della guerra si consumerà oggi pomeriggio, con l' inaugurazione del nuovo Museo civico camuno della Grande Guerra 1915-18. Con la conseguenza che un minuscolo centro della Valcamonica come Temù si troverà ad avere due musei della guerra. E dello storico Museo della Guerra Bianca in Adamello che sta lì da trent' anni cosa ce ne facciamo? La domanda se la sono posta in molti e qualcuno fuori dalla Valcamonica, ingolosito dalla straordinaria raccolta, si è già fatto avanti. Il Lecchese? La Valtellina? Per ora non si sa nulla di certo, ma è importante che un patrimonio di questa entità non vada disperso, anche se è davvero un peccato che la Valcamonica si lasci sfuggire a questo modo un pezzo della propria storia. E i soldati, ai quali i musei sono dedicati e che quella guerra l' hanno combattuta? Dormono da novant' anni lassù tra i ghiacciai dell' Adamello che vanno lentamente fondendo a questo sole d' agosto. Di guerra gliene è bastata una e la loro è davvero finita. È meglio che i morti stiano nei ghiacci e che non sappiano... (Gian Maria Bonaldi, combattente in Adamello) La scheda La storia È il 1974 la data di nascita del Museo della Guerra Bianca (www.museoguerrabianca.it; tel: 339.323.2954), il fondatore è Sperandio Zani, promotore, nel 1963, del primo «pellegrinaggio» dei reduci in Adamello. Zani aveva combattuto lassù dal 1916, come sciatore nel battaglione Garibaldi Le leggi La 78 del 2001 e la 41 del 2004 stabiliscono che sono beni culturali edifici, manufatti, resti di capanne, trincee e tutte le migliaia e migliaia di oggetti munizioni, abiti, utensili che vengono in luce Il decalogo Per questo il Museo di Temù, lo scorso anno, ha compilato un «decalogo» che suggerisce come comportarsi se, lungo i 170 chilometri tra Stelvio e Garda dove correva la prima linea (o nelle zone circostanti dove c' erano la seconda e la terza), si incontrassero reperti e tracce della guerra 34 ANNI Il Museo della Guerra Bianca in Adamello è stato fondato nel 1974 Pagina 7
Brescia La Regione minaccia la revoca dei finanziamenti. Gavette di ghiaccio: la guerra dei musei
Il Comune di Temù ha minacciato di sfrattare il Museo della Guerra Bianca, che è stato fondato nel 1974 e ospita una delle più importanti raccolte di reperti della guerra bianca. Il museo è stato costruito nel 2003 con un costo di oltre un milione di euro, finanziato con denaro pubblico. Tuttavia, il Comune ha imposto condizioni per l'accesso al museo, richiedendo una maggioranza nel consiglio direttivo e un affitto di 50.000 euro all'anno. Il museo ha risposto minacciando di sfrattarlo dalla vecchia sede e ha richiesto la Regione di aiutare a risolvere la situazione.
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