CULTO. I gradini degli edifici sacri sono insormontabili. Difficile anche gli spostamenti sul ghiaino dei camposanti Anche chiese e cimiteri sono inaccessibili Un fiore sulla tomba dei genitori, dei nonni, di una vecchia zia: un gesto pieno d'amore e spesso anche di sofferenza ma facile a farsi. E invece no. Secondo i dati raccolti dalle associazioni che si occupano di disabili e dell'abolizione delle barriere architettoniche in tutto il territorio veronese, nemmeno un cimitero è agibile per un disabile motorio. Ed ecco che anche il gesto insieme semplice e amaro di far cadere una rosa sulla tomba del caro estinto diventa un'impresa da titani. E le gradinate che spesso anticipano gli ingressi dei camposanti non rappresentano che il primo, grande, ostacolo. Anche se la persona in carrozzella riuscisse, aiutata da una o più persone, a superare i gradini, non potrebbe comunque procedere fino alla tomba del proprio caro. Sul ghiaino che circonda i sepolcri le ruote della sedia non riescono a girare. E la situazione non migliora di molto se anziché una tomba a terra si volesse raggiungere un loculo. Nei cimiteri recenti le barriere architettoniche sono onnipresenti. Le nuove aree cimiteriali, costruite a lato di quelle esistenti, non sono sempre munite di ascensore. «E pure se ci fossero gli elevatori o i servo scale non riusciremmo comunque ad arrampicarci su quelle speciali scale utilizzate per raggiungere i loculi più alti. Ho visto un unico camposanto completamente privo di ostacoli: era in un paesino dell'Emilia Romagna. Solo uno in dieci anni ma è comunque significativo: vuol dire che non è impossibile pensare di eliminare le barriere architettoniche anche in questo luogo sacro», spiega Pozzani. E se pregare sulla tomba di un caro estinto è impresa ardua per un disabile motorio, anche raccogliersi in preghiera davanti all'altare di una chiesa può esserlo. Sono poche le chiese completamente agibili. A complicare le cose c'è anche la Soprintendenza. «Sono edifici vincolati ed è difficile ottenere permessi per adeguare gli ingressi», spiega Segala. Sia per un veronese devoto che per un turista interessato alle bellezze nascoste dietro i pesanti portoni di molte chiese della città, pregare e ammirare quadri o affreschi è utopia. L'ingresso al Duomo, ad esempio, è impossibile. Molti i gradini che partono dal sagrato e anche quelli all'interno. Dalle entrate laterali, invece, la prima porta si supera senza difficoltà ma l'ostacolo è proprio dietro: uno scalino molto alto, troppo per una sedia a rotelle. Simile la situazione della Basilica di San Zeno, importante meta turistica. E addirittura peggiore quella di San Fermo Maggiore dove 15 gradini precludono l'ingresso alla chiesa superiore e 27 a quella inferiore.I.N.
Tanti edifici vincolati, le soprintendenze si oppongono alle modifiche strutturali
In tutta la regione veronese, nemmeno un cimitero è accessibile per persone con disabilità motoria. I gradini degli edifici sacri, i ghiaini dei camposanti e le scale delle chiese sono spesso insormontabili. Anche le nuove aree cimiteriali recenti sono spesso munite di barriere architettoniche. Solo uno dei dieci camposanti è stato trovato senza ostacoli, in un paesino dell'Emilia Romagna. Le chiese sono ancora più difficili da raggiungere, con solo poche che sono completamente agibili. La Soprintendenza vincolata rende difficile l'ottenimento di permessi per adeguare gli ingressi.
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