La possibilità di alienare gli arenili demaniali sarebbe stata prevista nel decreto legge Urbani VIAREGGIO. Graziano Giannessi, presidente dei balneari viareggini sarà oggi a Roma. In ballo ci sono tanti problemi dei concessionari demaniali, dall'Iva all'Ici da pagare, fino al famoso 300 di aumento dei canoni che resta una minaccia reale. Tutto nasce da un articolo apparso giovedì sul quotidiano Manifesto e dedicato agli effetti del codice (o decreto) Urbani. «L'Italia si vende anche il mare» era il titolo ad effetto sul quotidiano comunista. E nel sottotitolo: «Beni Pubblici. Con il codice Urbani si potranno vendere spiagge, montagne, laghi e fiumi». Nell'articolo in questione si legge che «Spiagge, montagne, laghi e fiumi non avranno più la protezione garantita dalla legge Galasso che di fatto, come avverte il Wwf Italia «diventa carta straccia dal momento che ad approvare i piani paesistici saranno le regioni». In realtà l'articolo del Manifesto, al di là del titolo, chiarisce poco. Maggiore chiarezza arriva dallo spirito stesso del codice Urbani (molto contestato dal centrosinistra). In pratica il ministro e il suo codice dicono: «le spiagge sono bene da proteggere solo se lo stabiliscono le Regioni. In caso contrario possono essere anche vendute, per fare appunto cassa». Insomma ci sarebbe lo spiraglio per vendere le spiagge, ma sempre che non abbiano un valore cultural-ambientale. Ribadito questo principio, comunque importante e per questo contestato dal centrosinistra e dalle associazioni ambientaliste, la vendita delle spiagge versiliesi è comunque di là da venire. Per questo e giustamente Graziano Giannessi non vuole sbilanciarsi su questo decreto legge che dovrà essere approvato dal Parlamento. Anche perché le delusioni in questo campo sono state fortissime. Solo due anni fa i 500 concessionari versiliesi presentarono una domanda-fotocopia di acquisto delle spiagge ai comuni in virtù di una norma contenuta nella Finanziaria 2002. Una norma che fece gridare allo scandalo e che poi fu cassata dalla Camera al completo maggioranza ed opposizioni unite. La seconda doccia fredda è arrivata con la Finanziaria 2004 che ha triplicato i canoni demaniali. I concessionari, legati al centrodestra, si sono sentiti traditi e hanno intrapreso una battaglia - non ancora conclusa per riportare il ministro dell'Economia Tremonti a più miti consigli. Ora la novità del codice Urbani che sono ancora tutte da sviscerare.