Gli autori Sarno e Della Casa: «Tu non hai voluto partecipare» Mostra del Cinema quarant'anni dopo: torna il '68. E subito riscoppia la contestazione. Francesco Maselli, regista tra i pochi che ancora si definiscono «di sinistra», dirigente dell'Anac (Associazione nazionale autori cinematografici) vede in anteprima «Venezia '68», documentario realizzato da Antonello Sarno e Steve Della Casa che sarà presentato al Lido il 3o agosto, e va su tutte le furie. Ieri, dalle colonne de La Stampa, Maselli, 78 anni, 40 anni fa anche lui sulle barricate del Palazzo del cinema veneziano, accusa il filmato di «revisionismo», lo definisce «scettico, amaro, stupidamente desolato». «Sono stupefatto - risponde Sarno -. Noi non abbiamo fatto altro che dare voce a chi allora fu protagonista di quei giorni. Da Gregoretti a Cavani, da Pontecorvo a Ferreri, Zavattini, Pasolini, Faenza... Tutti registi "di sinistra". L'unico che non ha voluto partecipare al film è proprio Maselli. E ora si arrabbia...». «Il fatto è che Maselli davanti alla siglia di Medusa ha visto rosso, anzi Rossella», scherza Della Casa alludendo alla società di produzione del film, proprietà di Berlusconi, presidente Carlo Rossella. «Un marchio che a me, che ho fatto il'68 e che da sempre sono anch'io "di sinistra" non fa paura - prosegue Della Casa -. Come non l'ha fatta a Bertolucci, che sotto la stessa egida ha realizzato il suo film sul'68, The Dreamers, né a Ligabue che ha girato Da o a io. Quanto a noi, posso garantire che abbiamo realizzato questo documento in totale libertà e autonomia. Quanto al supposto revisionismo, mi pare significhi mettere in discussione dati storici acquisiti. Nel nostro film invece non solo non esprimiamo alcun giudizio, ma per cercare di essere il più possibile "neutrali", non abbiamo neanche voluto utilizzare la famosa "voce fuori campo". Qui parlano solo le immagini, i volti e le parole di chi c'era. Se poi quello che dicono non piace ad alcuni, se li fa infuriare... Beh, sono gli eterni problemi di noi di sinistra». Perché, rivisto sullo schermo, quello che accadde al Lido 4o anni fa più che una rivoluzione assomiglia a una baruffa di famiglia. «Il '68 non era certo lì - assicura Della Casa -. A far bagarre alla Mostra erano in tutto 40o persone, registi, giornalisti, poliziotti, qualche studente di passaggio. Un mondo chiuso dove il direttore Chiarivi da un lato soffiava sul fuoco e dall'altro ne restava scottato. Rispetto a Cannes, che con la rivolta della Croisette dette un segno al mondo, il nostro fu un fenomeno provinciale». Il dibattito però ebbe punte vivaci. Ricorda Sarno: «Ci fu la spaccatura sulla mozione Cavani, che voleva una presa di posizione a favore dei giovani di Praga, e ci fu rissa nella Federazione del Pci di Venezia, lacerata tra le istanze dei compagni registi che volevano fermare il festival e quelle dei compagni gondolieri e dei compagni esercenti che, spaventati di restare senza clienti, volevano che andasse avanti». E se alla fine si votò unanimemente per l'abolizione dei premi, la sorte beffarda incaricò proprio uno dei ribelli d'allora, Carlo Lizzani, vent'anni dopo nominato direttore della Mostra, di far marcia indietro e riportare, i Leoni al festival.
Il Sessantotto del Lido spacca la sinistra. Maselli: quel documentario revisionista
Il documentario "Tu non hai voluto partecipare Mostra del Cinema quarant'anni dopo: torna il '68" di Antonello Sarno e Steve Della Casa è stato presentato al Lido di Venezia. Il regista Francesco Maselli, che non ha partecipato al film, lo ha accusato di revisionismo e di essere "scettico, amaro, stupidamente desolato". Maselli ha visto rosso il film, che include interviste a registi di sinistra come Gregoretti, Cavani e Pontecorvo, e ha accusato Sarno e Della Casa di aver "dato voce a chi allora fu protagonista di quei giorni". Sarno e Della Casa hanno risposto che il film è stato realizzato in totale libertà e autonomia e che non esprimono alcun giudizio.
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