BARI - Una convenzione è stata siglata per la tutela del patrimonio archivistico tra il Politecnico di Bari, l'Università-Politecnico delle Marche, il Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro dell'Archivio di Stato che ha sede a Roma e la società Itel Telecomunicazioni di Ruvo (in provincia di Bari). La convenzione ha durata di tre anni e ha come finalità la tutela del patrimonio archivistico (l'Italia conserva il 60 per cento di quello mondiale) dagli attacchi di tarli, muffe e vari agenti microbiologici. La tecnica è estremamente innovativa e il brevetto è stato - depositato nel gennaio del 2003 dall'Itel che ha effettuato questa scoperta coadiuvato dal Politecnico di Bari e dall'Università delle Marche. Il procedimento prevede interventi di «disinfestazione» per i documenti cartacei e anche per oggetti ligne, senza il ricorso a procedimenti chimici, «L'energia elettromagnetica -ha detto il presidente dell'Itel, Nicola Diaferia - viene liberata in un ambiente schermato e crea un fenomeno di termalizzazione, porta, cioè, la temperatura corporea di qualsiasi animale, microbo e così via oltre la temperatura letale distruggendoli. Non solo: elimina anche larve e uova. Uccide tutto ciò che è vivente». L'Itel cominciò ad acquisire tecnologie in ambiente nato e poi le ha trasferite nel suo settore di ricerca privilegiato, quello sanitario, poi trasferendo alcune scoperte in altri settori. Il rettore del Politecnico di Bari, Salvatore Marzano, ha rimarcato che si tratta di una sperimentazione «fortemente innovativa che porterà all'ottimizzazione dell'offerta scientifica e che crea un rapporto costruttivo tra i centri di ricerca e l'imprenditoria locale», Il professor Roberto De Leo, del Politecnico delle Marche, ha detto che è compreso nell'ambito della convenzione uno sviluppo della ricerca e della sperimentazione che potrebbe riguardare altri settori. È prevista quindi «una espansione della ricerca e della didattica - ha detto de Leo -e della formazione di nuovi tecnici ed operatori con un aumento di professionalità e posti di lavoro». «L'Archivio di Stato - ha sottolineato il direttore del centro di fotoriproduzione di Roma, Gigliola Fioravanti - è particolarmente soddisfatto di questa convenzione innovativa che probabilmente porterà ad una svolta nell'ambito del recupero e del restauro del materiale cartaceo».