Tutti i rifiuti venivano tritati, e una volta trattati finivano a mare, nelle acque protette del parco di Punta Campanella. Lo scarico è stato individuato vicino alla riva: era autorizzato dalla Provincia, per uso domestico. Serviva invece uno stabilimento balneare di Massa Lubrense, con annesso ristorante, da ieri sotto sequestro preventivo. È "Capitan Cook", struttura in cemento e legno incastonata nelle rocce, con più di 50 lettini ogni giorno occupati. I bagnanti non sospettavano il pericolo. Non solo gli scarichi a mare, infatti, ma anche altre anomalie sono al centro dellindagine su "Capitan Cook", coordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Torre Annunziata, Raffaele Marino. Le piattaforme in legno, per esempio, usate come solarium. Secondo gli inquirenti, le strutture sono ad alto rischio cedimento: non hanno il certificato di collaudo, né quello di staticità, e poi manca un piano antincendio. Sono al vaglio autorizzazioni e volumetrie. Rilievi per alcuni manufatti, e in particolare per un ambiente attrezzato per trascorrere la notte, ma sprovvisto di certificato di agibilità. Il blitz della Guardia costiera, sotto legida della Procura, è scattato ieri alle 8, e la struttura era già affollata da una settantina di bagnanti che hanno continuato a prendere il sole fino a sera, quando i controlli sono stati ultimati. Loperazione (guidata dal comandante della Capitaneria di porto di Massa Lubrense, Vincenzo Coppola), infatti, si è conclusa soltanto alle 21, con la notifica del sequestro preventivo per violazioni in materia ambientale, urbanistica e al codice della navigazione, a cui si aggiungono le carenze riscontrate dagli ispettori dellAsl Napoli 5 per gli aspetti igienico-sanitari. Denunciato il titolare della struttura. «Si tratta di un provvedimento abnorme - è la difesa di Bernardo Lombardi, uno dei soci di "Capitan Cook" - rispetto ai riscontri effettivi. Lo scarico a mare è autorizzato dalla Provincia, abbiamo tutti i permessi in regola. Chiariremo subito la situazione». (maria pirro)