Sciolta l'ultima riserva: il cantiere può aprire i battenti. La Parcheggi Italia ora deve fare i conti solo con l'incognita della falda sotto la piazza «I resti archeologici che abbiamo trovato nel sottosuolo di piazza Vittoria non impediscono lo scavo del parcheggio interrato». Il soprintendente Francesco Cozza anticipa il responso degli scavi archeologici compiuti dal 23 giugno al 1 agosto: la Soprintendenza non pone veti alla costruzione del Park Vittoria. E' l'ultimo via libera. Brutte notizie, per chi sperava che i reperti archeologici potessero bloccare i lavori del park interrato, progetto contestato soprattutto da commercianti e residenti della zona. La campagna archeologica in piazza Vittoria aveva riportato alla luce, sotto l'area di sosta, resti di Palazzo Bressa, mentre verso il lato sud della piazza sono state rinvenute alcune tombe risalenti a epoca romana ma anche precedente, elementi scultorei lapidei e un paio di pozzi preromani. Tutti reperti inventariati, coperti con teloni, quindi con terra. Quando partirà lo scavo vero e proprio del parcheggio, solo i resti più importanti dovranno essere rimossi. Bisognerà usare una certa accortezza ma, per la Soprintendenza, nulla vieta di scavare in profondità. Non c'è nulla di rilevante che possa bloccare il progetto. A parte i problemi che si potranno incontrare con la falda, ma questo è un altro discorso. La Soprintendenza sta finendo di redigere la sua relazione, che però ieri Cozza ha riassunto in questi termini: «Le strutture venute alla luce non sono tali da scoraggiare lo scavo del parcheggio interrato, non impediscono lo scavo». La palla torna quindi alla Parcheggi Italia, la ditta che ha vinto l'appalto e che ora potrà quindi dedicarsi in tempi rapidi al progetto definitivo ed esecutivo del silo interrato. Una doccia fredda per il comitato ant i-parche g-gio, per Italia Nostra e per le opposizioni. Ma anche per parte dello stesso Carroccio: non pochi leghisti speravano infatti che la Soprintendenza potesse essere usata come pretesto per bloccare i lavori. Lo stesso sindaco Gobbo, infatti, non ama il progetto. Tanto più che, di recente, Comune, Trenitalia e Poste hanno trovato l'accordo per la riqualificazione dell'area vicino alla stazione, in viale Orleans, ripescando il Ferropark, ossia un parcheggio multipiano che sorgerebbe a poche centinaia di metri in linea d'aria da quello di piazza Vittoria. Niente da fare: per la Soprintendenza l'interrato si può fare. L'unico attore della vicenda che a questo punto potrebbe far saltare tutto è so-o la Parcheggi Italia, dato che Ca' Sugana non ha più potere di veto a meno di non pagare una penale salatissima. Dalla fine di quest'anno, quindi, potrebbero partire i lavori. Previsto il transito di 50 camion al giorno carichi di detriti, per un cantiere che resterà aperto due anni: bisognerà infatti prima scavare un buco largo metà piazza e profondo 14 metri, poi cementificarlo. I comitati vorrebbero una presa di posizione in extremis da parte del Comune, ma già a marzo l'assessore ai Lavori pubblici Basso avvertiva: «II piano è avviato. Si fermerà solo in caso di ritrovamenti archeologici di rilievo». Non è andata così.
Il responso degli scavi: I resti archeologici non sono tali da bloccare i lavori
La Soprintendenza ha dato il via libera al progetto di costruzione del parcheggio interrato di piazza Vittoria, dopo aver completato gli scavi archeologici. I reperti trovati, tra cui resti di Palazzo Bressa e tombe romane, non hanno bloccato i lavori. La Parcheggi Italia può quindi procedere con la costruzione del parcheggio, previsto per partire a fine anno. Il cantiere sarà aperto per due anni e prevede il transito di 50 camion al giorno di detriti. I comitati antiparcheggio hanno espresso delusione per la decisione.
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