Dal Pincio (con le polemiche sul parcheggio sotterraneo) ai lavori perla nuova Metro C, il passo è breve. Mentre continua ad alimentarsi la polemica sull'opera a ridosso di piazza del Popolo, si profila una prima bocciatura della metropolitana da parte di chi teme che gli scavi nel centro della città facciano venire alla luce importanti (o non importanti) reperti archeologi. E mentre qualche esperto delle istituzioni si prepara a dire "altolà" ai lavori per la nuova viabilità cittadina, è di nuovo scontro sul "parcheggio della discordia". Per Vittorio Sgarbi «dicendo sì al parcheggio del Pincio, Alemanno tradirebbe se stesso e i suoi elettori. Non dia il via libera a una seconda Ara Pacis». Replica il sottosegretario Francesco Giro; «Come si evince dalla planimetria allegata alla relazione della Sovrintendenza ai Beni archeologici di Roma oltre il 60 dell'area interessata dagli scavi non presenta alcun resto archeologico», Contrari sia Fabrizio Cicchitto (PdL) sia La Destra. Parcheggio del Pincio, un'altra giornata di scambi polemici. Un po' tra addetti ai lavori (Vittorio Sgarbi contrario, il sottosegretario ai Beni culturali, "equidistante", che dice «basta propaganda, guardiamo le carte»), un po' tra qualche politico. Ma sotto la cenere cova lo spettro, tutto politico, che si chiama "lavori per la Metro C", Perché, si dice, il nuovo progetto rischia di subire lo stesso fuoco di fila riservato sinora ai favorevoli al parking sotterraneo a ridosso di piazza del Popolo. Perché il percorso del nuovo metro attraversa il centro storico, nelle cui viscere si potrebbe trovare di tutto. Così, sia dalla Sovrintendenza ai Beni culturali che, magari, dal lo stesso ministero che si occupa delle stesse materie, arriveranno da qualcuno "più realista del re" sia "mani avanti" che "distinguo" sugli scavi per la nuova linea sotterranea. Nel frattempo, interviene Vittorio Sgarbi; «Ad Alemanno suggerisco di dire no all'opera perché il consenso che avrebbe nel mondo, come quello che ha conquistato combattendo la teca di Meier all'Ara Pacis, sarebbe superiore ai danni. Anzi il danno di immagine sarebbe molto maggiore dei risarcimenti dovuti alle imprese coinvolte nel progetto». E ancora: «Una seconda Ara Pacis lo porterebbe a tradire se stesso e gli elettori che lo hanno votato. Opponendosi, intercetterebbe il voto conservatore: dei conservatori in politica e di quelli che vogliono conservare il patrimonio artistico. Intanto, si è già guadagnato il voto di Ripa Di Meana e Italia Nostra». E il sottosegretario Fransco Giro? «I rilievi archeologici che cosa dicono una cosa moto precisa. Che nel 60 dell'area interessata dagli scavi del progetto non c'è alcun resto archeologico. Nessuno. L'area è vuota. Anche il soprintendente ai Beni archeologici Bottini mi ha detto che era la prima volta nel -la sua lunga carriera che a Roma si trovava in una situazione simile», è il suo ragionamento. E il restante 40? «Vestigia importanti ma non certamente segnali di un'antica Pompei al Pincio come ho letto sui giornali, un'espressione suggestiva ma che non aiuta a comprendere il problema». Come se ne esce? «Leggendo le carte e dicendo la verità. Ovvero, come ha detto più volte il professor Bottini, non sarà l'archelogia a bloccare il parcheggio. I ritrovamenti archeologici sono tutti, ripeto, tutti localizzati in un'area periferica del progetto. Inoltre la villa di Lucullo non è interessata dai lavori essendo probabilmente localizzata sulle pendici del Muro Torto, in un'area assolutamente estranea agli scavi in corso, che invece hanno fatto emergere 16 vani, di cui 6 ipogei ovvero sei vani voltati che non avevano una destinazione d'uso precisa ma solo quella di sostegno degli edifici soprastanti e per ampliare la zona pianeggiante edificato-le in zone collinari come quella del Pincio. Infatti sono manufatti privi di elementi decorativi. E poi sono state trovate opere di canalizzazione, canalette prive di rivestimenti parietali e pavimentali, destinate molto probabilmente alla circolazione dell'aria, un mosaico facilmente conservabile e un criptoportico in direzione sud-ovest, di età imperiale, in zona marginale del progetto che può essere tutelato. Infine: i "saggi"? «Dicono anche che sono possibili varianti al progetto, e questo punto può essere dirimente per una valutatone successiva della corte dei Conti sul danno erariale prodotto dal blocco dei lavori. Non dirlo sarebbe sciocco e irresponsabile. E poi guardi che io non sono un fan del parking del Pincio. Mi limito ad leggere le carte e a dire ciò che contengono. A me lezioni non ne possono fare. Sono un pignolo di natura e sono stato con Alemanno e con Cicchitto fra i più fieri avversari di Veltroni e del suo modo oligarchico di governare Roma e il parcheggio del Pincio può essere certamente contestato come una prova di ciò, ma qui c'è di mezzo l'amministrazione di un Comune, soldi già spesi, progetti già approvati. E non si può scherzare né giocare con le carte». Contro il parcheggio, comunque, anche l'architetto Massimiliano Fuksas, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera e La Destra.
ROMA- PINCIO E METRO C: Metro C, lavori a rischio stop della sovrintendenza
Il progetto per la nuova Metro C a Roma è in discussione a causa della sua ubicazione nel centro storico. La Sovrintendenza ai Beni archeologici di Roma ha espresso preoccupazioni sulle potenziali scoperte archeologiche che potrebbero essere danneggiate dagli scavi. Vittorio Sgarbi, sottosegretario ai Beni culturali, ha espresso la sua opposizione al parcheggio del Pincio, che sarebbe un "parcheggio della discordia" e un tradimento per i conservatori. Il sottosegretario Francesco Giro ha risposto che i rilievi archeologici non hanno trovato alcun resto archeologico nell'area interessata dagli scavi.
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