In una memoria separata, inviata al sindaco Gianni Alemanno» Giorgio Muratore, membro della Commissione dei saggi, boccia il futuro parking del Pincio: «Quel progetto è una mostruosità. Non esistono compromessi possibili» «Basta usare l'archeologia come argomento strumentale per non realizzare opere pubbliche»: Angelo Bottini, soprintendente archeologico di Roma, si dice «esterrefatto». E trova «distorcente» l'interpretazione del suo studio sul futuro parking del Pincio. «Non abbiamo mai detto che non si può fare precisa Bottini e il paragone con Pompei è insensato: Roma era la capitale dell'impero, Pompei una città di provincia, al massimo come Rimini», Esagerato, poi, parlare di «tesoro» per i resti presenti nel sito (il 40 per cento dell'area interessata dal parcheggio), tra cui la villa attribuita a Lucullo e il criptoportico sul lato del Muro Torto. «Gli archeologisottolinea il professore non lavorano sull'eccezionalità, ma su documenti storici nel contesto urbano». Dunque, via libera alle ruspe? «La decisione spetta ai politici, il nostro compito è difendere l'interesse pubblico, tutelato dalla Costituzione, valutando costi e benefici». Accettabile, parola del soprintendente, «sacrificare qualche goccia di sangue archeologico» per il bene dei cittadini. Giudizio salomonico, che immagina «una diversa articolazione del parcheggio, scavando sotto i resti. Ma il nostro è solo un parere consultivo e saranno i tecnici a formulare il progetto». Il dibattito rimane aperto anche per Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, che afferma: «Pur esprimendo un allarme sotto il profilo della salvaguardia della qualità paesaggistica e storico-monumentale dei luoghi, i saggi non escludono la fattibilità del progetto con delle varianti». Ma il più contrario a intervenire sul colle del Valadier è proprio Giorgio Muratore, uno degli esperti nominati da Alemanno, in una memoria separata, il professore definisce il parcheggio «una mostruosità. Non esistono compromessi possibili». E sull'impatto ambientale rincara la dose: «Un'ampia porzione del piazzale panoramico verrebbe a ridefinirsi come mero piano di copertura di una struttura complessa, e che comprometterebbe in maniera irreversibile il valore storico e la qualità estetica dei luoghi interessati». Bocciato da Muratore anche il giardino previsto in superficie: «I turisti passeggerebbero tra gli sfiatatoi di una gigantesca autorimessa, anziché godersi uno dei più incantevoli panorami del pianeta». Per difendere il belvedere, Angelo Bonelli (Verdi) ha chiesto un'ispezione all'Unione europea e all'Unesco, «Esposto infondato - la replica di Giro perché la villa di Lucullo è situata ben al di fuori dell'area del futuro parcheggio». Roberto Morassut, ex assessore all'Urbanistica, paragona le interminabili polemiche sul Pincio a una «patetica telenovela. Questa Giunta non sa che pesci pigliare». E il Comitato per la bellezza suggerisce, senza mezzi termini di accantonare il progetto per evitare un altro Gianicolo: «Non si è risolto alcun problema e si è distrutta la villa di Agrippina».