Come è naufragato il piano di Lombardo per contenere e accorpare gli enti portandoli a dodici Il presidente dovrebbe smontare larchitrave organizzata da Cuffaro con la lottizzazione delle poltrone Una ragnatela di novanta posti doro che serve a premiare i fedelissimi e risarcire i trombati La cura dimagrante per le società pubbliche rappresenta uno dei provvedimenti consegnati da Lombardo al ministro Calderoli come esempio di una Sicilia «che si avvia al federalismo tagliando sprechi e inefficienze». Ma intorno allatto che dovrebbe ridurre a 12 il numero delle spa si è già scatenata unaspra contesa politica. Il primo, e finora lunico, ad uscire allo scoperto è stato il presidente della commissione Attività produttive dellArs, Salvino Caputo: «Comprendo lesigenza di riorganizzare il sistema delle partecipazioni regionali - dice lesponente di An - ma non si può procedere per colpi di mano. Il mio partito ha chiesto a Lombardo un approfondimento». A Caputo non vanno giù alcuni punti del provvedimento, come la fusione di Biosphera con Multiservizi e Beni culturali spa. Ma quasi tutti i 90 amministratori delle 26 società regionali hanno un preciso sponsor politico. Vincenzo Giambrone, presidente dellAst ed ex deputato regionale di Forza Italia, è un uomo del ministro della Giustizia Angelino Alfano, mentre Vincenzo Ingrassia, presidente dei Mercati agroalimentari, è vicino alleurodeputato forzista Giuseppe Castiglione. Che non a caso, pur essendo «assolutamente favorevole a una politica che elimini finalmente gli sprechi in questo settore» dice che la riforma va rivista in qualche punto: quella, ad esempio, che vede competenze e personale dei Mercati assorbiti da Cine Sicilia. Ma è una robusta architrave cuffariana quella che Lombardo, se vorrà andare avanti nella sua operazione snellimento, dovrà smantellare. Perché se lMpa ha qualche nome noto nei board delle società - lex commissario della Fiera Stapino Greco alla Serit, Vincenzo Lo Monte (fratello del deputato Carmelo) dentro Sicilia e-servizi, lex candidato sindaco di Messina Nunzio Romeo in Sicilia e-innovazione - il leader dellUdc siciliana ha piazzato propri uomini ovunque: Silvio Liotta presidente della Serit, Domenico Sudano (che dello scudocrociato è stato segretario regionale) a capo di Riscossione Sicilia. Nella lista anche un ex presidente della Regione, Mario DAcquisto (Italia Lavoro Sicilia), e un ex assessore regionale, Sebastiano Burgaretta (anche lui dellUdc), posto al vertice di Multiservizi. Fra gli ultimi ingressi, nel cda di Siciliacque, Mario Bellavista, candidato per il partito di Cuffaro alle ultime Provinciali. E, anche guardando oltre il recinto dei "trombati" in elezioni più o meno recenti, nelle spa regionali non si fa fatica a rintracciare uomini vicini allex governatore: come Michele Sarrica e Antonino Pisano, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sicilia e-ricerca. Avrà la forza Lombardo di andare fino in fondo a una riforma che penalizzerà soprattutto quello che fino a ieri era lalleato più fedele? Enzo Emanuele, fedelissimo di Cuffaro ma oggi in ottimi rapporti con il leader dellMpa, ha completato la sua proposta di riduzione delle spa a metà luglio. Lassessore al Bilancio Michele Cimino lha portata in giunta. Da allora è calato il silenzio. «Il presidente mi ha detto che vuole riflettere», si limita a dire il ragioniere generale. Cimino è sicuro: «Andremo avanti, anche perché in questo settore sono le norme nazionali a imporci regole nuove: nel decreto 112 di Tremonti, ad esempio, è scritto che le società partecipate, per le assunzioni, devono seguire le stesse regole in vigore nelle amministrazioni pubbliche». E lassessore finisce per toccare un altro tasto dolente: nessuno, alla Regione, ha un dato aggiornato sul personale in servizio, e a che titolo, nelle spa siciliane. e. la.
SICILIA - La cura dimagrante delle spa mangiasoldi frenata dallo scontro fra sponsor eccellenti
Il presidente della Regione Sicilia, Lombardo, ha proposto un piano per ridurre il numero delle società regionali (spa) a 12, come richiesto dal ministro Calderoli. Il piano prevede la fusione di alcune società e la riduzione delle partecipazioni regionali. Tuttavia, la proposta ha scatenato una forte opposizione tra i vari partiti politici e gli amministratori delle società regionali. Il presidente della commissione Attività produttive dellArs, Salvino Caputo, ha espresso le sue riserve sulla proposta, affermando che non si può procedere per colpi di mano.
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