ACCORDO. La Conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto concordato fra i proprietari dell'area e il Comune Salvaguardata la quiete della clausura. Case e parco al posto della residenza per studenti universitari Fra le residenze e il monastero ci saranno 11mila metri quadrati di area verde con piste ciclabili L'assessore: «Per dimensioni l'intervento edilizio adesso è più compatibile con il quartiere» CAMPOGIOCHI. Fra le case e il monastero, negli 11mila metri quadrati ceduti dai privati al Comune, saranno ricavati un parco alberato e un campo giochi, oltre a una pista ciclabile che attraverserà tutta l'area. Anche questo intervento sarà a carico della ditta privata che costruirà il complesso, come del resto una rotatoria nella strada adiacente il futuro complesso e il monastero, larga ciò che serve per far transitare anche gli autobus. In più, e da qui fra l'altro la presenza nella Conferenza dei servizi di Agsm e di Acque veronesi, si costruirà il collegamento della zona del Pestrino con la rete fognaria, che sinora non c'è mai stato. La proposta di accordo aveva già ottenuto, a metà dello scorso aprile, il parere positivo del Consiglio della Quinta circoscrizione. TRAGUARDO. «Ora resta soltanto la firma e poi potremo andare in Consiglio comunale», spiega l'assessore comunale all'urbanistica, Vito Giacino, «e questo significa che la soluzione per il problema è stata raggiunta, in modo che si possa da un lato salvaguardare la tranquillità del monastero e dall'altro permettere ai privati di realizzare un intervento edilizio compatibile con il quartiere, per dimensioni e caratteristiche». Si avvia così a soluzione una vicenda che aveva mobilitato le suore e la città già nel corso della passata amministrazione. Le religiose avevano presentato le loro istanze anche al vescovo Flavio Carraro e poi al suo successore, Giuseppe Zenti. C'era stata anche una fiaccolata di solidarietà nei loro confronti, promossa al Pestrino. A qualcosa è servita. Enrico Giardini La quiete claustrale dopo la tempesta della campagna elettorale delle scorse amministrative. Ha avuto il via libera della Conferenza dei servizi (settori urbanistica, ambiente, mobilità, arredo urbano del Comune e poi Agsm e Acque Veronesi) il progetto per costruire un complesso di case vicino al monastero del Pestrino dove vivono le Serve di Maria oblate sacerdotali, in alternativa a quello di un residence per universitari alto 15 metri. In quell'edificio così potenzialmente invadente, in cui sarebbero vissute centinaia di persone a pochi metri da loro, le religiose di clausura vedevano un pericolo per la loro riservatezza. Entro la fine di agosto Comune e proprietari privati dell'area firmeranno l'accordo di programma. Nell'arco dei successivi 30 giorni, quindi entro la fine di settembre, dovrà essere votato dal Consiglio comunale. L'amministrazione attuale, sin dal suo inizio, ha preso in considerazione le proteste delle religiose, sostenute anche dai residenti del Pestrino, in territorio della circoscrizione di Borgo Roma, la Quinta. Il Comune ha poi scelto di rimodulare con i proprietari del terreno il progetto, riducendo la volumetria dei futuri edifici, che non saranno più una residenza per universitari, da 180 stanze per due persone, alta 15 metri, ma un complesso di abitazioni a due piani, alte sette metri, a una distanza di un centinaio di metri dal monastero, non più a 35 come prima. Si costruiranno quindi 21mila metri cubi di edifici e non più 35mila come previsto inizialmente.