In Puglia un'innovativa legge unisce urbanistica e architettura per promuovere la qualità del vivere. Ne parlano l'assessore regionale Barbanente e De Lucia, l'uomo del "rinascimento" di Napoli. Che indicano una strada da seguire. Prima che sia troppo tardi Il fordismo edilizio, la catena di montaggio per le abitazioni fu il motore del boom economico italiano, che conciliò l'industrializzazione con la classe della rendita fondiaria. Tante case come bulloni per costruire un ingranaggio che avrebbe portato il benessere, il progresso. I quartieri formati da "macchine per abitare" furono sostenuti dall'ideologia del funzionalismo o, al più, case come "servizi sociali", rivendicando l'egualitarismo politico. Il pensiero della sola uguaglianza si è tradotto in pezzi di città e architettura devitalizzata, monotona, uniforme. Perfino il profilo delle nostre periferie è uguale, dalle Alpi alle piramidi, dalla Lombardia alla Sicilia. Ci si è concentrati su un concetto di qualità legato esclusivamente ai rapporti numerici tra abitazioni e servizi, come se un buon dimensionamento potesse tout court risolvere i problemi della vita urbana. Come risultato abbiamo periferie spesso ben dimensionate ma del tutto prive di identità, formate da palazzine tutte rigorosamente uguali, tutte disperatamente simili. Luoghi dove la ripetitività e la dimensione degli edifici moltiplicano l'angoscia per l'estraniamento; dove la riconoscibilità è affidata al numero civico. Non è una questione dì standard edilizi o urbanistici. La qualità è legata alla bellezza e alla varietà dell'architettura, quando questa nella sua forma sa esprimere storia e identità umana. Si può ripartire anche dall'architettura per rendere vivo ciò che sta andando verso una morte annunciata: il concetto stesso di città? Un esempio proviene dalla Regione Puglia che ha approvato, prima in Italia, unalegge (breve, chiara e immediatamente applicabile) che mira a valorizzare «l'ideazione e la realizzazione delle opere di architettura e delle trasformazioni del territorio». La novità e il valore di questa legge sta nel riconoscere «il pubblico interesse» della «qualità urbana e dellabellezza degli insediamenti umani e dei paesaggi». Riconoscendo che l'architettura da sola non può che essere monumento di se stessa, ma che l'urbanistica non esiste senza l'architettura. «Le principali ragioni - dice Angela Barbanente, assessore all'Urbanistica della Regione Puglia - alla base di questa legge risiedono nell'urgenza di porre basi normative per affrontare i temi della qualità urbana: le forme dell'urbanizzazione contemporanea sembrano inesorabilmente associate alla scomparsa di luoghi della città densi di cultura e natura e al parallelo avanzamento di una espansione che, oltre a essere insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, appare inospitale, respingente, inabitabile». L'importanza attribuita alla partecipazione dei cittadini deriva dall'obiettivo di rendere la costruzione della città e del territorio un'opera collettiva", nella quale chi vive, abita, usa il territorio riesce ad appropriarsene in maniera consapevole e creativa. La legge si basa sul metodo del concorso, con particolare riguardo ai giovani professionisti. Per i bandi promossi da enti pubblici vieneistituito un fondo regionale, mentre per i privati i concorsi saranno finanziati con la decurtazione (tra il 10 e il 20 per cento) degli oneri di urbanizzazione. «L'obiettivo - continua Angela Barbanente - è di favorire la pluralità di visioni, stimolare il confronto e il dibattito sulle scelte progettuali e programmatiche delle amministrazioni e su quelle operative dei privati, garantire la trasparenza delle decisioni e porre all'attenzione degli attori pubblici e privati la qualità dell'abitare, purtroppo il più delle volte messa in ombra dall'applicazione burocratica di aride regole normative e procedurali che di questa non si curano affatto». In chi ha pensato e formulato la legge c'è un esplicito slancio verso «i diritti delle generazioni presenti e future» per garantire loro il diritto alla «bellezza degli insediamenti umani».«L'attenzione ai giovani - spiega ancora Barbanente - muove dalla volontà di aprire spazi a chi ha scarse occasioni di esercitare la propria capacità progettuale e creativa e di portare innovazione e freschezza in un campo nel quale le prassi professionali concorrono a riprodurre acriticamente errori già compiuti. Nella società contemporanea scarseggiano i buoni modelli ai quali riferirsi e sembra impossibile definire a priori regole valide per tutti. Per questo il confronto delle idee e l'apporto di nuove esperienze possono aiutare a stabilire che cosa èbuono o discutibile, che cosa è importante per il bene pubblico in quel momento e in quello specifico contesto, a scegliere cosa distruggere o conservare, cosa contrastare o approvare». Non è un caso che la legge pugliese abbia trovato il convinto sostegno di uno dei protagonisti dell'urbanistica italiana, Vezio De Lucia, protagonista del "rinascimento" napoletano dal '94 al '97. «Antonio Cederna ripeteva sempre che la buona architettura può nascere solo dalla buona urbanistica. E citava le esemplari realizzazioni dei Paesi del Nord Europa, in alternativa al disastro dell'Italia dove, salvo rare eccezioni, l'architettura era espressione diretta degli energumeni del cemento armato. Cederna è morto nel 1996 e da allora le cose vanno molto peggio di quanto egli, il più rinomato dei pessimisti, potesse immaginare. Siamo arrivati al punto che, recentemente, il nuovo ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, a Torino, nell'aprire il XXIII congresso degli architetti, ha dichiarato che: "Le città d'arte furono costruite senza leggi urbanistiche, leggi che una volta introdotte hanno saputo produrre solo bruttezza e squallore nelle nostre città". Giustamente Edoardo Salzano ha collocato l'intervento di Bondi nello "stupidario" del sito eddyburg», commenta De Lucia. Allora, nessuna meraviglia se ogni giorno di più si rafforza la tendenza a negare l'urbanistica, a riportarla nel ventre dell'architettura, a rimuoverla addirittura dalla vita pubblica e dal governo del territorio. «A Milano, città che non è mai stata un modello di rigorosa amministraziane urbanistica (non a caso, si chiamò "rito ambrosiano" la specialità milanese di piegare le norme al variare delle circostanze), negli ultimi anni la deregulation ha toccato vette vertiginose: progetti e programmi pubblici e privati non sono obbligati a uniformarsi alle prescrizioni del piano regolatore ma, al contrario, è il piano regolatore che si deve adeguare ai progetti. Il Prg diventa così una specie di catasto che registra le trasformazioni edilizie contrattate e concordate fra il potere pubblico e la proprietà fondiaria. Come a Napoli, negli anni di Achille Lauro, quando si sosteneva che "il piano regolatore serve a chi non si sa regolare"», spiega De Lucia. Nel corpus legislativo italiano non c'è mai in modo evidente un nesso tra architettura e urbanistica: come fossero discipline estranee l'una all'altra; eppure strade, piazze, parchi sono elementi costitutivi e indispensabili della città, e nel resto d'Europa sono oggetto di progettazione attenta. Non sono considerati "vuoti da riempire" ma segni importanti che legano l'edilizia pubblica e privata e ne rafforzano il senso e il significato. È proprio questo l'obiettivo della legge urbanistica pugliese: la progettazione degli spazi pubblici è (deve essere) architettura e l'edilizia deve "ritrovare" il progetto architettonico unico, nella fusione di forma, funzione e struttura. È questo il parere di Vezio de Lucia: «Il disegno di legge della Regione Puglia non si accoda alle tendenze, prova anzi a recuperare l'abbinamento virtuoso tra architettura e urbanistica (le parole architettura e urbanistica sono sempre affiancate). È questo il segno distintivo della proposta rispetto ad altre in circolazione. Così come mi sembra che siano da apprezzare il ricorso sistematico ai concorsi per gli interventi pubblici e le agevolazioni previste per sostenere i progettisti più giovani. Auguro ad Angela Barbanente di farcela, di avviare la legge presto e bene, e di farne uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita. Almeno in Puglia».
Left
22 Agosto 2008
Il bello delle città
GA
Gabriella Cristofalo
Left
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
—
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 23 Ago 2006
I Mantegna contesi. Polemica alla vigilia delle celebrazioni per i 500 anni dalla scomparsa dell'artista
la Repubblica · 23 Ago 2006
Brera blinda il Cristo del Mantegna prestito vietato, lite Milano-Mantova
la Repubblica · 23 Ago 2006
L'ex sovrintendente Fiorio "Venite a vederlo a Milano"
Italia Oggi · 23 Ago 2006
Ticket e tasse scatenano la bagarre
Libero · 23 Ago 2006
Ticket sul turismo a Roma. Rutelli contro Veltroni
Il Giorno · 23 Ago 2006
I progetti dell'assessore Sgarbi: Milano? Una grande, vera città d'arte
Corriere della Sera · 23 Ago 2006
Galan apre a Terruzzi. Abbiamo un palazzo pronto
Italia Sera · 23 Ago 2006
Turismo, boom nel mese di luglio
l'Unità · 23 Ago 2006
Mantegna della discordia
La Stampa · 23 Ago 2006
Sgarbi, Rutelli e la parabola del Cristo che non va a Mantova
il Giornale · 23 Ago 2006
Sgarbi: Terapia d'urto per salvare Brera
la Repubblica · 23 Ago 2006
Doni, restauri e tesori per tutti. Amici dei musei romani all'opera
Corriere della Sera · 24 Ago 2006
L'arte dei veti: meglio prestare il Mantegna conteso. Cari sovrintendenti liberate il Cristo morto
la Repubblica · 24 Ago 2006
A Brera nella stanza del Cristo
Avvenire · 24 Ago 2006
Turismo Fondamentale l'armonia tra istituzioni
Corriere della Sera · 24 Ago 2006
Arnaldo Pomodoro Vent'anni fa negato un Caravaggio all'America. L'opera che preferisco? È la Pietà Rondanini
il Giornale · 24 Ago 2006
La Direttrice dei beni culturali Una fondazione per Brera? Sarebbe solo l'ultima mossa
MF Milano Finanza · 24 Ago 2006
Un'iniezione da 113 milioni per i beni culturali siciliani
Fonte non specificata · 24 Ago 2006
Musei on line, risorsa "Remunerattiva"
La Stampa · 24 Ago 2006
Sgarbi: partita persa con Torino