Dopo la chiusura della mostra sul paesaggio ferito, l'intervento del presidente dell'Appacuvi Quando si sacrifica un pezzo pregiato di territorio per costruire residenze private, la collettività godrà di qualche beneficio come l'incremento della ricchezza a lungo termine o il miglioramento della qualità della vita? Una domanda che in questi giorni si sono chiesti in tanti in Valle d'Intelvi dopo l'improvvisa chiusura anticipata della mostra- denuncia di Legambiente sul paesaggio ferito del territorio intelvese che nei due giorni di apertura aveva riscosso tanto successo di pubblico tra gli spazi espositivi di Villa Turconi. A dare una risposta contro un certo tipo costruzione selvaggia e la salvaguardia del territorio in questi giorni di polemiche è scesa in campo anche l'Appacuvi, l'associazione per la protezione del patrimonio artistico, storico e culturale della Valle d'Intelvi. Livio Trivella, direttore editoriale della Voce dell'Appacuvi si chiede nella sua rubrica: «la Valle Intelvi ha un valore aggiunto nei confronti di altri territori? Sembrerebbe che per molti dei suoi abitanti questo valore non esista. La disattenzione per le architetture storiche, l'indifferenza o rassegnazione per l'eccessiva cementificazione del territorio, la scarsa propensione alla salvaguardia di manufatti come stucchi, affreschi, ma anche vie storiche, ponti, fontane, soprattutto la scarsissima conoscenza della nostra storia ne sembrano la palese dimostrazione. Eppure questo valore esiste ed è notevolissimo. Un ambiente naturale con splendidi panorami, boschi, laghetti, pascoli forre selvagge, caverne, arricchito dalle semplici, razionali, funzionali costruzioni rurali come i munt, alp, nevere e sostre. La combinazione di questi valori - conclude Trivella - dovrebbe essere meglio apprezzata da tutti noi ed indurre ad una ben maggiore prudenza nel contaminare un'area così splendida». Una bacchettata ma anche un richiamo a enti, imprenditori, associazioni di categoria, all'intera popolazione per promuovere interventi corretti al patrimonio edilizio ed un più razionale sfruttamento del territorio oltre il rispetto dell'equilibrio ambientale, eccessivamente antropizzato negli ultimi anni.