Alla "Sani" in via Ferrarese nessuna manutenzione, incursioni di clandestini e rischi di incendio. LAgenzia "Tutti fuori entro lanno" ALLA BOLOGNINA la preoccupazione delle famiglie che ancora vivono nellex caserma Sani. Hanno scritto allAgenzia del Demanio per segnalare lo stato di abbandono, la totale assenza di manutenzione e la necessità di mantenere in funzione lilluminazione, viste le frequenti incursioni di pusher e clandestini che bivaccano allex Casaralta, e si sono sentite rispondere più o meno così: «non avete titolo per restare lì» e, in attesa della destinazione definitiva del bene, «non si ravvisa la necessità di provvedere a interventi nelle aree cortilive né di mantenere attivi tutti gli elementi di illuminazione». Ai Prati di Caprara, altra caserma dismessa, in carico al Demanio, gli accampamenti dei Rom che vivono fra topi e rifiuti sotto le tettoie che rischiano di venire giù, in una condizione impossibile. Lultimo sgombero è di lunedì scorso: poliziotti e vigili hanno allontanato 28 persone (una decina i minori) ma ieri notte, complice lassoluta assenza di vigilanza e i buchi nella recinzione, gli sfollati son tornati dentro e hanno tirato su una decina di tende. In via Triumvirato lex casermetta dellAeronautica ridotta a un rudere, dove i cartelli ormai sbiaditi dal tempo, ancora una volta dellAgenzia del Demanio, avvertono «divieto assoluto di accesso, pericolo di crollo». E in via Bovi Campeggi leterno cantiere della ex Motorizzazione Civile, dove dovrebbe trovar posto la nuova sede della Polizia Stradale: anche qui cartelli di pericolo di crollo, tronchi e rifiuti nel parcheggio, porte e finestre murate chissà quante volte per impedire laccesso di sbandati. Lelenco delle proprietà demaniali che versano in un preoccupante stato di degrado potrebbe continuare ancora (è il caso, più recente, della chiesa sconsacrata di San Barbaziano in via Cesare Battisti, tanto che dopo anni di incuria la Soprintendenza ha deciso di correre ai ripari stanziando poco meno di 20mila euro per gli interventi primari). Un problema particolarmente sentito dalle forze dellordine, alle quali spetta il compito di vigilare su aree vastissime e spesso senza controllo. Nel mezzo, fra proteste e allarmi dei cittadini, la condizione grottesca delle famiglie degli ex militari della caserma Sani, una decina: 12 ettari di terra di nessuno fra via Ferrarese e Stalingrado, a rischio di intrusioni continue. «Non è stata fatta nemmeno la disinfestazione contro topi, zecche e scarafaggi». Il Demanio ha risposto con lintimazione a lasciare gli alloggi e la questione dellilluminazione è stata affrontata anche in Prefettura. «Entro la fine dellanno gli alloggi dovranno essere dismessi», ha risposto il Demanio, mantenendo gli esigui contratti daffitto. «Lerba è troppo alta - replica uno degli abitanti, Elio Caprioli - e con la stagione così secca basterebbe una cicca di sigaretta per scatenare un incendio. Il senso di insicurezza è fortissimo, abbiamo servito lo Stato per una vita intera e ora ci ripagano in questo modo».