Qualcuno ha detto, non senza humour e con qualche fondamento, che in Italia la borghesia è illuminata soltanto se qualcun altro paga la bolletta della luce. Ma cosa accade quando la borghesia non solo è illuminata e paga le bollette, ma da un contributo decisivo alla diffusione dell'illuminazione in ogni angolo d'Italia? Accade quello che è avvenuto venerdì a Roma nello splendido complesso monumentale di Santo Spinto in Saxia, dove si sono incontrati due borghesi illuminati che pagano le bollette: una donna, fragile all'apparenza, Giulia Maria Mozzoni Crespi, presenta un bilancio e un programma a un anziano e sorridente signore, il presidente Carlo Azeglio Ciampi, che l'ascolta con la massima attenzione. L'occasione è il primo Convegno nazionale del Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano, che ha visto una grande folla di partecipanti entusiasti, competenti e combattivi riunirsi per discutere della straordinaria eredità d'arte e di natura, un enorme patrimonio della cui valorizzazione ogni italiano, chi ci governa in primo luogo, dovrebbe sentirsi degno e responsabile. Non voglio in alcun modo fare un commento campanilistico che sarebbe in stridente contrasto con gli obiettivi del Fai, ma non posso fare a meno di notare quante delle migliori doti di Milano siano presenti nel bilancio, ricchissimo non solo di progetti e proposte ma di fatti e iniziative di altissimo livello, che la presidente ha presentato al capo dello Stato. Partendo da Milano, in quasi trent'anni di attività il Fai ha lasciato traccia preziosa della sua capacità di unire utopia e realismo in ogni regione d'Italia, sia attraverso un'efficace opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, sia attraverso l'acquisizione e la gestione di beni di valore storico, artistico e naturalistico ai quali ha assicurato un futuro attraverso una politica di recupero, restauro, conservazione e apertura al pubblico. Quello che mi ha colpito nelle parole di Giulia Crespi e di Marco Magnifico, direttore generale del Fai, è l'implacabile determinazione con cui ci si rivolge ai responsabili locali e nazionali della cosa pubblica per richiamarli ai propri doveri e alle proprie responsabilità di custodi del tesoro artistico, scientifico e paesaggistico italiano. Non si sono fatti sconti a nessuno, nella consapevolezza che anche la più grande ricchezza può dissolvessi se sì lascia spazio a vandalismo, speculazione, traffici illegali, indifferenza, ignoranza, volgarità e trascuratezza. A questa determinazione dura, senza se e senza ma, fa riscontro l'attenzione affettuosa nei confronti delle giovani generazioni, alle quali il Fai si rivolge attraverso iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo, nella convinzione che il patrimonio artistico e paesaggistico italiano può essere sentito come «nostro» soltanto se lo si conosce, lo si frequenta e diventa oggetto di impegno quotidiano fin dall'infanzia. Raccogliamo questo invito anche a Milano, non dimenticando che da qui il Fai è partito per la sua grande avventura.
Milano si riscopre illuminata nella difesa di arte e ambiente
Il Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano, ha tenuto il primo Convegno nazionale a Roma. La presidente Giulia Maria Mozzoni Crespi ha presentato un bilancio e un programma al presidente Carlo Azeglio Ciampi. Il Fai ha lasciato traccia preziosa della sua capacità di unire utopia e realismo in ogni regione d'Italia. Il direttore generale del Fai, Marco Magnifico, ha sottolineato l'implacabile determinazione con cui si rivolge ai responsabili locali e nazionali per richiamarli ai propri doveri e alle proprie responsabilità. Il Fai si rivolge anche alle giovani generazioni attraverso iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo.
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