Lo scheletro Parla la direttrice dellIstituto italiano di cultura a Pechino: "Cè grande interesse" Entro fine anno una delegazione di tour operator e autorità visiterà la nostra regione "Spero ci siano altre importanti occasioni di scambio, magari gli Ori di Taranto" Barbara Alighiero è da appena un mese direttrice dellIstituto italiano di Cultura a Pechino, ma conosce a fondo il paese orientale, grazie alla ventennale esperienza da giornalista. «Cè un grandissimo interesse intorno allAtleta di Taranto perché la mostra Games and Athletes in the Ancient World è stata allestita a Pechino nel momento ideale, in occasione delle Olimpiadi. E la storia è giunta fino a noi di questo campione dellantichità, che vinse loro ai Giochi di Atene, attrae enormemente i cinesi. Al World Art museum cè un grande, costante afflusso, dellordine di migliaia di visitatori al giorno, anche perché lallestimento - le tre anfore, la riproduzione dellAtleta e un video esplicativo - è inserito nellambito di una mostra sulle Grandi civiltà, in corso dallanno scorso, alla quale lItalia ha contribuito più di ogni altro paese. Laspetto singolare è che ho visto tanti bambini, ai quali i genitori raccontano la storia dellAtleta di Taranto». Come spiegare tanto interesse da parte dei cinesi per le nostre bellezze archeologiche? «La storia romana, più ancora di quella greca o di quella egiziana, affascina i cinesi, forse perché è lunica civiltà che ritengono possa essere allaltezza della loro. I cinesi riconoscono a Roma, e quindi allItalia, una cultura degna del massimo rispetto, cosa che non sempre fanno perché sono molto consapevoli della propria cultura. E questo è una conferma che lItalia si vende da sola: magari tanti cinesi non sanno neanche dovè il nostro paese, qualcuno forse crede sia nellAfrica settentrionale, ma di certo subiscono il fascino dellItalia, il fascino di un mito». Non è quindi azzardato ipotizzare che, sullonda di questo entusiasmo, i cinesi possano progettare viaggi in Italia, e in Puglia in particolare, per vedere i nostri tesori archeologici e non solo? «Certamente. Il sogno di qualsiasi cinese medio, quello che ha un po di disponibilità economica e che solo da pochi anni ha cominciato a viaggiare grazie alla concessione del passaporto e del visto turistico, è di andare in Italia. Magari Taranto è ancora un po sconosciuta, ma il sogno è quello classico di visitare per una volta nella vita Roma, Firenze e Venezia. Però, non è affatto azzardato pensare che, proprio grazie allAtleta di Taranto, la Puglia possa rientrare fra le loro mete preferite. Anche perché la vostra regione significa pure mare, buon cibo, accoglienza». Per i cinesi che non potranno venire in Italia, magari si può sperare che altri tesori del nostro patrimonio culturale arrivino a Pechino. «Spero ci siano altre importanti occasioni. Mi piacerebbe, per esempio, si riuscisse a portare qui gli Ori di Taranto, ma è una prospettiva che dipende soltanto dallItalia. Lorientamento a sostenere analoghe iniziative culturali in Cina cè ed è stato espresso anche dallambasciatore Riccardo Sessa, ma bisognerà vedere se si riuscirà a reperire i fondi per attuarle. La disponibilità qui è massima, ma noi spesso ci occupiamo troppo poco della nostra cultura, investiamo troppo poco, perché non abbiamo compreso che la cultura fa sviluppare anche leconomia. Quando comprenderemo questo, quando faremo investimenti, qualsiasi cosa si potrà fare. Perché qui, in Cina, basta dire "Italia", senza aggiungere altro». Insomma, cinesi stregati dallItalia e dalla sua cultura. Un bel risultato per il nostro paese. «Un risultato che ha radici antiche, si pensi a Marco Polo e alla Via della seta. Non a caso alla fine dellanno prossimo a Pechino è in programma la grande mostra I Due Imperi: limpero Han che ha dominato la Cina dal 220 avanti Cristo al 220 dopo Cristo e limpero romano a confronto. E poi forse ci sono altri due fattori: da un lato, il fatto che gli italiani qui risultano simpatici; dallaltro, la fame di cultura in questo paese. Sono stata ventanni in Cina come giornalista, poi sono rientrata in Italia e da un mese dirigo lIstituto italiano di Cultura, e registro un interesse sempre crescente». (t. tum.)