Le ingiurie del tempo e una serie di mal riusciti interventi di recupero e restauro avevano reso quasi del tutto illeggibile il grande dipinto con la «Madonna del Rosario» che è situato al centro della Cona (si tratta di un polittico, ovvero più dipinti uniti tra loro con cornice fissa o cerniere) del quarto cappellone della Basilica di Santa Maria alla Sanità. La brillantezza dei colori stesi da Giovan Bernardo Azzolino, originario di Cefalù e più conosciuto nell'ambiente artistico a cavallo tra il 1500 e il 1600 come «Bernardino il siciliano», era stata quasi del tutto oscurata dalle colle e dalle vernici applicate nel tentativo di fermare il degrado delle pitture. Tanto che gli incarnati dei personaggi raffigurati, in principio rosei e porcellanati, erano poi diventati lividi e scuri. Dal punto di vista strutturale l'intera Cona, proprio per le caratteristiche costruttive e per la qualità del legno utilizzato, nel tempo, ha subito un pesante degrado. «La conservazione del manufatto era talmente precaria che se non si fosse intervenuti si sarebbe rischiato di perdere un importante documento della storia dell'arte di Napoli» dice Gina Ascione, responsabile dell'edificio religioso e storico dell'arte della Soprintendenza ai beni architettonici e paesistici. La basilica, per la verità, adesso è di competenza della soprintendenza retta da Nicola Spinosa, tuttavia sarà ancora seguita da Ascione sino alla fine del recupero del polittico. Era dunque necessario un corposo intervento di recupero (se ne occupa Umberto Piezzo) che da un lato servisse a ridare luce e colore ai dipinti e dall'altro rendesse stabile la struttura che rischiava di andare in pezzi, considerato che il legno dell'architrave superiore era danneggiato e nemmeno l'altro delle colonne del livello centrale si poteva ritenere sicuro. Anzi le tarme, con la loro azione devastatrice, hanno determinato una serie di lesioni così vasta e consistente che le colonne del livello centrale, maggiormente danneggiate dagli attacchi, si presentavano squilibrate e senza alcuna stabilità. Le parti verticali dei singoli elementi delle colonne, poi, visto che avevano perduto le loro capacità meccaniche di sostegno, hanno subito uno schiacciamento tanto consistente che si sono incastrate nelle parti degli elementi inferiori. Se non si fosse intervenuti rapidamente, sarebbe stato un vero e proprio disastro e per l'opera e per l'edificio religioso, importante testimonianza della Controriforma a Napoli. La prima pietra fu posata, difatti, da fra' Giuseppe Nuvolo, il 19 settembre nel 1602. In quella occasione, scelta anche perché giorno del miracolo di San Gennaro, furono tali i festeggiamenti e tanta la partecipazione della popolazione che, raccontano le cronache, tutte le vie di accesso al quartiere furono bloccate e persino lo stesso viceré, don Fernando Ruiz de Castro, non potè essere presente alla cerimonia. Otto anni durò la costruzione delle parti essenziali dell'edificio; nel 1613 fu realizzata, poi, la grande cupola - maiolicata secondo la tradizione seicentesca napoletana - e ben visibile dall'alto del Ponte della Sanità. Sette anni dopo venne costruito il coro. Quindi, in successione, si mise mano agli altari con i dipinti e ai grandi polittici di legno, con decorazioni e intagli dorati. La Cona dedicata alla «Madonna del Rosario» venne strutturata in maniera da presentare al centro il grande dipinto dell'Azzolino. Costò parecchi ducati, quella pala, a Porzia Galeota, nobildonna partenopea che se ne accollò la spesa. Quasi centocinquantamila euro costa adesso il restauro. «Con quella cifra - assicura Gina Ascione - recupereremo anche delle tele. Ma essenzialmente interverremo consolidando la superficie, il supporto ligneo, e provvederemo a ridare alla Cona la luce e la brillantezza perduta. Un altro pezzo di storia che ritorna alla città».
NAPOLI - Risplende la madonna della Sanità
La Basilica di Santa Maria alla Sanità a Napoli ha subito un grave degrado del dipinto "Madonna del Rosario" di Giovan Bernardo Azzolino, dovuto alle ingiurie del tempo e alle mal riusciti interventi di recupero e restauro. Il dipinto, con personaggi incarnati di rosso e porcellana, era stato quasi del tutto oscurato dalle colle e dalle vernici applicate per fermare il degrado. La struttura della Cona, un polittico con cornice fissa, era anche in cattive condizioni, con colonne danneggiate e un legno danneggiato. Un intervento di recupero è stato necessario per ridare luce e colore ai dipinti e rendere stabile la struttura. Il restauro, che costa circa 150.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo