Il sindaco: ricorreremo Nella partita per la tutela del paesaggio intorno al centro storico di Mantova, i costruttori segnano un punto a loro favore. Il Tar ha accolto parte del ricorso contro il vincolo che la Soprintendenza ha posto su tutte le sponde dei laghi che abbracciano le mura del Palazzo Ducale e del castello di San Giorgio. Il provvedimento avrebbe impedito la costruzione di un intero quartiere, 180 mila metri cubi, su unarea di oltre 30 ettari proprio di fronte ai due gioielli dellarchitettura rinascimentale. Ma i giudici amministrativi hanno sostenuto che listruttoria della Soprintendenza non è stata adeguata. E dunque il vincolo decade, almeno nella parte che riguarda specificamente laera interessata alla lottizzazione. Per la Soprintendenza e per il Comune di Mantova è un brutto colpo. Che però non scoraggia il sindaco Fiorenza Brioni, che da anni si batte per bloccare linsediamento. «Andremo avanti», dice il primo cittadino, «ho già chiesto incontri con il soprintendente e con il direttore regionale e parlerò anche con il ministro Sandro Bondi. Faremo ricorso al Consiglio di Stato, non vogliamo rassegnarci allidea che sorga un intero quartiere di fronte al Palazzo Ducale: sarebbe lo scenario che si spalanca allo sguardo di chi si affaccia dalla Stanza degli Sposi affrescata da Andrea Mantegna». Anche il soprintendente ai beni architettonici, Luca Rinaldi, che insieme allallora direttore regionale, Carla Di Francesco, ha preparato il vincolo, difende il provvedimento e farà valere le sue ragioni. La vicenda inizia nel 2004, quando venne presentato il progetto, per il quale fu approvata una variante urbanistica. Ma nel 2005 il nuovo sindaco, Fiorenza Brioni, avviò le procedure per annullare la lottizzazione. Con lei si schierò molta parte della città, preoccupata che la percezione del paesaggio urbano di Mantova venisse alterata dalle costruzioni, un paesaggio urbano raffigurato da tanti pittori rinascimentali - Mantegna fra questi - e diventato con il suo contesto di verde e di acqua uno dei patrimoni dellarte e dellarchitettura italiana (a luglio scorso la città, con le sue pietre e il suo sfondo naturale, è entrata a far parte dei siti tutelati dallUnesco). Dopo un lungo braccio di ferro con la proprietà dellarea, è arrivato nellaprile del 2007 il vincolo di inedificabilità assoluta su tutte le sponde dei laghi. La questione sembrava chiusa. Ma i costruttori hanno fatto ricorso. E il Tar ha dato loro ragione. Limpianto complessivo del vincolo va mantenuto. Va invece annullato nella parte che riguarda i 30 ettari interessati alla lottizzazione. La Soprintendenza, si legge nella sentenza, non avrebbe sufficientemente motivato il danno arrecato al patrimonio architettonico dalle costruzioni. La battaglia continua.
MANTOVA : il Tar annulla il vincolo Torna il pericolo cemento
Il Tar ha accolto parte del ricorso dei costruttori contro il vincolo che la Soprintendenza ha posto su tutte le sponde dei laghi che abbracciano il Palazzo Ducale e il castello di San Giorgio a Mantova. Il provvedimento avrebbe impedito la costruzione di un intero quartiere, 180 mila metri cubi, su unarea di oltre 30 ettari. I giudici amministrativi hanno sostenuto che la Soprintendenza non ha adeguatamente motivato il danno arrecato al patrimonio architettonico. Il vincolo decade nella parte che riguarda la lottizzazione, ma il provvedimento rimane in vigore per il resto.
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