Al via un piano di recupero della chiesa sconsacrata che era diventata autorimessa. Un piccolo stanziamento di 19.450 euro, a copertura dei costi dei rilievi preliminari, è il primo passo per il recupero di San Barbaziano, la secentesca e imponente chiesa sconsacrata che si affaccia su via Cesare Battisti, allangolo con via Barberia: «Può diventare un luogo per le mostre o una sala per convegni», spiega Carla Di Francesco, di recente nominata alla direzione della Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali. Costruita tra il 1608 e il 1618 per i Padri Girolamini, lordine creato da San Filippo Neri che ha tratto il nome dalla sede madre romana del convento di San Girolamo alla Carità, soppresso nel 1799, San Barbaziano è un bene del Demanio che lo Stato aveva destinato a usi militari. Al suo interno non è rimasto nulla. A terra è stato gettato il cemento, dalle otto cappelle laterali e dalla navata è stato tolto tutto quel che poteva esser tolto - in origine vi era anche una pala daltare di Giacomo Francia -, lingresso monumentale è chiuso da un portone scorrevole di ferro, le vetrate sono infrante e lintera chiesa, dentro e fuori, ha un aspetto spettrale. Pietro Fiorini (1539-1626), larchitetto bolognese al quale è attribuito il disegno della chiesa dei Girolamini, è artefice in quegli anni di molti edifici religiosi importanti, tra cui la chiesa e il portico di San Mattia, anchessa di impostazione controriformista, ad ununica navata con quattro coppie di cappelle laterali, è lautore dello scalone monumentale e del disegno del Chiostro Ottagonale di San Michele in Bosco, realizzato pochi anni prima di San Barbaziano, e anche della Porta Pia, la Porta SantIsaia abbattuta nel 1903. Per tantissimi anni San Barbaziano, consacrata al santo confessore di Galla Placidia, è stata adibita ad autorimessa, e solo di recente è stata presa in consegna dal Ministero dei Beni Culturali, che ne ha affidato alla Soprintendenza Regionale il progetto di restauro e rifunzionalizzazione. «Lobiettivo - spiega larchitetto Carla di Francesco - è restituirla alluso pubblico, così come sè fatto lex chiesa di San Mattia: può essere un luogo per le mostre e una sala per convegni». Il percorso è lungo: «Questo primo stanziamento è propedeutico al progetto definitivo e copre solamente i costi dei rilievi preliminari necessari per stabilire linvestimento complessivo. Certo non potrà essere inferiore a milioni di euro. Perciò sarà un intervento diluito negli anni. Si inizierà, come sempre in queste casi, intervenendo sulle coperture». Si tratterà poi di procedere ripristinando, dove e per quanto possibile, laspetto originario. Nellipotesi più ottimista il cantiere di San Barbaziano sarà concluso nel 2012.
BOLOGNA - Fondi dalla Soprintendenza per il restauro di San Barbaziano
La chiesa sconsacrata di San Barbaziano, costruita tra il 1608 e il 1618, è stata destinata ad autorimessa per molti anni. Recentemente, il Ministero dei Beni Culturali ha preso in consegna la struttura e ha affidato al Ministero della Cultura il progetto di restauro e rifunzionalizzazione. Il primo passo è stato un piccolo stanziamento di 19.450 euro per coprire i costi dei rilievi preliminari. L'architetto Carla Di Francesco spiega che l'obiettivo è restituire la chiesa all'uso pubblico, potenzialmente come luogo per le mostre o una sala per convegni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo