L'accordo tra amministrazione, Soprintendenza e privati per la manutenzione non è stato ancora firmato Ringhiere arrugginite e percorsi da sistemare. I poprietari chiedono che la piazza diventi comunale Ringhiere arrugginite, percorsi da sistemare, balaustre da pulire: quello che dovrebbe essere un gioiello per i turisti, cioè il complesso del Foro Romano, avrebbe necessità di una radicale manutenzione. Non essendo ben chiaro chi la debba eseguire, gli interventi languono. Come langue, quasi dimenticato, l'accordo che doveva essere sottoscritto tra Comune, Soprintendenza ai Beni Archeologici e proprietari privati, che doveva definire nero su bianco le competenze di ciascuno. «Sappiamo che l'accordo è stato redatto ma non è ancora firmato» precisano dal Municipio. Una conferma in tal senso arriva anche dall'agenzia che si occupa dell'amministrazione del Condominio Kappa, quello che sovrasta la Piazza del Foro Romano. «È da tempo - spiegano - che è stato manifestato il desiderio da parte dei proprietari di cedere la piazza del Foro al Comune. Ma l'accordo non è stato firmato». La vicenda è in realtà piuttosto intricata. Ci aveva provato a risolverla, ancora qualche anno fa, l'ingegner Antonietta Possamai, quand'era assessore all'Edilizia privata. Alcuni incontri si erano svolti fra la Soprintendenza, il Comune e gli amministratori che si occupano degli edifici. I privati vorrebbero che la piazza diventasse comunale, non rimanesse uno spazio ad uso pubblico com'è adesso. Soprattutto considerando che la piazza è utilizzata spesso per manifestazioni di tipo pubblico, aperte a tutti e che l'intera zona è aperta al transito pedonale di chiunque. Perché dunque provvedere alla manutenzione di uno spazio che non è esclusivo bensì viene utilizzato dalla comunità? Diversa la posizione del Comune. «È vero - commentano da Cà Diedo - che si tratta di una piazza, ma sotto ci sono dei garage privati. Ci sono delle manutenzioni che sono di competenza di questi ultimi». A ciò bisogna aggiungere la presenza delle aree archeologiche, le più importanti della città. Neppure uno spillo caduto sopra un mosaico può essere rimosso senza il nulla-osta della Soprintendenza. Per contro la zona è assai vasta richiede un impegno notevole sul piano della manutenzione che però non sempre viene eseguito. «Abbiamo visto eseguire una bella pulizia - ricordano alcuni che abitano nei paraggi - quando c'è stato il funerale del militare morto in Afghanistan (che abitava pochi metri più avanti ndr). Poi più nulla». L'individuazione dei resti archeologici risale ancora al 1983. Negli anni successivi, fino al 1990 venne realizzato il prestigioso complesso residenziale e commerciale. L'auspicio è che quanto prima si possa giungere a una soluzione, nell'interesse sia delle famiglie che vi abitano, sia della comunità per la quale il Foro Romano costituisce un patrimonio storico e turistico di notevole interesse.
Oderzo - Foro Romano, gioiello nel degrado
Il complesso del Foro Romano, un luogo storico e turistico di Roma, necessita di una manutenzione radicale. Tuttavia, non è stato ancora firmato l'accordo tra Comune, Soprintendenza ai Beni Archeologici e proprietari privati per definire le competenze di ciascuno. I proprietari chiedono che la piazza diventi comunale e che la manutenzione sia eseguita dal Comune. Il Comune sostiene che la zona è vasta e richiede un impegno notevole, ma che ci sono aree archeologiche che richiedono il nulla-osta della Soprintendenza. La vicenda è stata tentata di risolvere anche l'ingegner Antonietta Possamai, assessore all'Edilizia privata alcuni anni fa.
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