L'erigendo padiglione archeologico di Ca' Cima ha raccolto consensi al premio "Innovazione e qualità urbana" Il vicesindaco Rigoni: «Purtroppo non si sbloccano i finanziamenti tanto attesi» Il progetto dell'erigendo padiglione archeologico di Cà Cima raccolgie consensi alla quarta edizione del premio «Innovazione e qualità urbana» di scena a Rimini nelle settimane scorse. L'iniziativa piace, tanto che la rivista «Paesaggio Urbano» gli ha dedicato un significativo approfondimento. «Non si sbloccano però i finanziamenti tanto attesi - puntualizza il vicesindaco Alessandro Rigoni -. Il progetto, redatto dall'architetto EnricoFranco, interessa un'area a nord est della città, una delle zone interessate dai ritrovamenti di tombe romane e pre-romane. La destinazione attuale è a verde pubblico caratterizzato da un'area giochi ad ovest e da un campo da calcio verso est. In questo luogo la Sovrintendenza ha proposto di progettare un padiglione espositivo che contenga i reperti originali didue gruppi di tombe etrusche provenienti dagli scavi di CàCima. L'intento è di riportare letteralmente alla luce questopatrimonio composito, attraverso una rete fatta di percorsi e di punti singolari. Si tratta di un tassello di un disegno più vasto, un percorso che dal centro della città,toccando il museo archeologico nazionale e la basilica della Tomba, passa per il parco urbano di Ca'Cima, attrezzato con il nuovo polo museale in progetto, per giungere al museo della bonifica. Il padiglione è pensato innanzitutto come oggetto urbano. La disposizione planimetrica delle tombe, così come rinvenute, gli farà assumere una forma allungata verso est-ovest, orientando due grandi aperture: ad est l'ingresso e ad ovest l'inquadramento prospettico del parco e del verde. Esternamente il padiglione sarà rivestito di lastre di acciaio che conferiranno alla struttura un colore grave e scuro come la terra bassopolesana a formare un'immagine di un oggetto emerso dalla terra, che include un tesoro, i reperti archeologici, da scoprire per gradi di approfondimento. La strategia espositiva del progetto - specifica Rigoni - prevede una visione del suo contenuto su due livelli: uno più immediato che consente la visione degli oggetti attraverso le grandi vetrate. Il secondo livello, più preciso, sarà dato dalla visione diretta all'interno del padiglione». Il progetto,che per il vicesindaco, deve configurarsi nell'ottica della valorizzazione del territorio e nel rilancio del passato, quello archeologico «dovrà diventare un vero e proprio gioiello da far conoscere e condividere all'interno del Parco del delta. L'intero padiglione risentirà - conclude - delle geometrie già definite dagli etruschi e dovrà infondere un senso di raccoglimento consono ad un pezzo della città dei morti, riportata alla luce». Il costo complessivo dell'operazione si aggirerà sui 1.363.000 euro.