Prima di dare l'ok al cantiere la Soprintendenza vuole studi su ogni reperto Là sotto, sotto Piazza Vittoria, non c'è nulla di grande valore archeologico, nessun monumento, nessuna antica residenza. Nulla che possa bloccare un eventuale scavo. Ma questo non vuol dire che le ruspe sono autorizzate a scaldare i motori. Anzi, possono tenerli tranquillamente spenti. Perchè sotto la piazza, proprio dove il Comune vorrebbe realizzare il tanto contestato parcheggio sotterraneo, c'è comunque un'importante fetta della storia di Treviso. Ci sono vari strati archeologici, ognuno ricco di tracce e di frammenti utili per ricostruire il nostro passato. E ogni strato, se portato alla luce, andrà studiato, analizzato, catalogato, fotografato e archiviato. E questo secondo Francesco Cozza, il soprintendente ai beni archeologici che si occupa di Treviso, si traduce in: «Un lavoro lungo e dispendioso, che dovrà sobbarcarsi chi sarà chiamato a realizzare lo scavo per il parcheggio».La strada che porta al Park Vittoria è quindi ancora lunga. Se ne saprà di più quando la Soprintendenza consegnerà al Comune, e a Parcheggi Italia, società che realizzerà il progetto, la relazione che riassume i risultati degli scavi archeologici eseguiti tra luglio e i primi giorni di agosto. In questi giorni qualcosa trapela, nulla di ufficiale però. Ma il quadro risulta già abbastanza chiaro. Da Piazza Vittoria non emergerà il reperto esclusivo che in molti si aspettano, soprattutto quelli che sperano di poter bloccare in qualche modo la costruzione del parcheggio. Ma la miniera di piccoli reperti e tracce di storia che quella parte di Treviso nasconde, è così corposa che non potrà essere cancellata da un colpo di badile. «Dagli scavi che abbiamo eseguito e dalle analisi archeologiche fatte - afferma Cozza - ci siamo fatti l'idea che sotto la piazza non ci siano resti strutturali tali da impedire uno scavo in estensione». In piazza Vittoria insomma, non ci sono resti di abitazioni o antiche strutture militari, come qualcuno ipotizzava e più di qualcuno desiderava. Nulla che possa ostacolare il Park sotterraneo. Però è il contorno che fa la differenza. «Ovviamente prima di effettuare lo scavo - osserva il soprintendente - occorre esaurire il parco archeologico». Su questa affermazione le speranze di chi spera che il progetto del Park sotterraneo venga abbandonato riprendono quota. «Abbiamo rinvenuto una consistente stratigrafia, ricca di tracce di vita: e tutto questo, dal punto di vista archeologico, va scavato - avvisa Cozza - è un'operazione che comporta tempi lunghi e una certa spesa. Ogni strato va studiato, ogni reperto recuperato, esaminato, fotografato e archiviato. Tutti i dati che stanno sotto terra devono essere acquisiti: gli strati vanno quindi comunque scavati. É un lavoro lungo e dispendioso. Una valutazione andrà fatta da chi dovrà eseguire l'intervento». Il progetto dello scavo, già molto articolato senza le incombenze archeologiche, rischia quindi di complicarsi. E i costi di lievitare.A Ca' Sugana però nulla di tutto questo è ancora arrivato. Un'esperienza del genere l'hanno già vissuta qualche anno fa, quando sotto l'ex pattinodromo venne scoperto un muro di controscarpa. Anche in quel caso si trattava di indagini preliminari per monitorare l'area destinata ad un parcheggio sotterraneo. Quel muro cinquecentesco, collegato alla cinta muraria della città, si trasformò in un incubo per il sindaco e per la giunta intera. La sua presenza, alla fine, mandò all'aria il progetto del park. Per mesi si susseguirono indagini archeologiche con i mezzi più sofisticati, tutte mirate a scoprirne età e importanza. Ca' Sugana era dell'idea di abbatterlo o di preservarne una parte, quella non compresa nell'area del parcheggio. La Soprintendenza invece pretendeva la salvaguardia dell'intero manufatto. Alla fine il comune rinunciò dal momento che cambiare progetto avrebbe comportato costi eccessivi. Adesso la storia potrebbe ripetersi. L'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Basso, come sempre su argomenti così delicati, prima di parlare aspetta le carte ufficiali: «Con il soprintendente non ho mai parlato - afferma - e prima di esprimermi voglio leggere la relazione che, tra le altre cose, non so se verrà consegnata prima a Parcheggio Italia e dopo a noi o viceversa. Di ufficiale, comunque, non c'è nulla». Tra i corridoi del Comune, in verità, già si ipotizzava da tempo che sotto la piazza non ci fosse niente di particolarmente importante. La novità però consiste nella notizia della salvaguardia dei reperti, nella richiesta di preservare comunque il parco archeologico. Un onere in più che rischia di rimettere in discussione molte decisioni già prese.