Parcheggio del Pincio, unaltra giornata di scambi polemici. Un potra addetti ai lavori (Vittorio Sgarbi contrario, il sottosegretario ai Beni culturali, "equidistante", che dice «basta propaganda, guardiamo le carte»), un po tra qualche politico. Ma sotto la cenere cova lo spettro, tutto politico, che si chiama "lavori per la Metro C. Perchè, si dice, il nuovo progetto rischia di subire lo stesso fuoco di fila riservato sinora ai favorevoli al parking sotterraneo a ridosso di piazza del Popolo. Perché il percorso del nuovo metro attraversa il centro storico, nelle cui viscere sipotrebbe trovare di tutto. Così, sia dalla Sovrintendenza ai Beni culturali che, magari, dal lo stesso ministero che si occupa delle stesse materie, arriveranno da qualcuno "più realista del re" sia "mani avanti" che "distinguo" sugli scavi per la nuova linea sotterranea. Nel frattempo, interviene Vittorio Sgarbi: «Ad Alemanno suggerisco di dire no allopera perché il consenso che avrebbe nel mondo, come quello che ha conquistato combattendo la teca di Meier allAra Pacis, sarebbe superiore ai danni. Anzi il danno di immagine sarebbe molto maggiore dei risarcimenti dovuti alle imprese coinvolte nel progetto». E ancora: «Una seconda Ara Pacis lo porterebbe a tradire se stesso e gli elettori che lo hanno votato. Opponendosi, intercetterebbe il voto conservatore: dei conservatori in politica e di quelli chevogliono conservare il patrimonio artistico. Intanto, si è già guadagnato il voto di Ripa Di Meana e Italia Nostra». E il sottosegretario Fransco Giro? «I rilievi archeologici che cosa dicono una cosa molto precisa. Che nel 60 dellarea interessata dagli scavi del progetto non cè alcun resto archeologico. Nessuno. Larea è vuota. Anche il soprintendente ai Beni archeologici Bottini mi ha detto che era la prima volta nella sua lunga carriera che a Roma si trovava in una situazione simile», è il suo ragionamento. E il restante 40? «Vestigia importanti ma non certamente segnali di unantica Pompei al Pincio come ho letto sui giornali, unespressione suggestiva ma che non aiuta a comprendere il problema». Come se ne esce? «Leggendo le carte e dicendo la verità. Ovvero, come ha detto più volte il professor Bottini, non sarà larchelogia a bloccare il parcheggio. I ritrovamenti archeologici sono tutti, ripeto, tutti localizzati in unarea periferica del progetto. Inoltre la villa di Lucullo non è interessata dai lavori essendo probabilmente localizzata sulle pendici del Muro Torto, in unarea assolutamente estranea agli scavi in corso, che invece hanno fatto emergere 16 vani, di cui 6 ipogei ovvero sei vani voltati che non avevano una destinazione duso precisa ma solo quella di sostegno degli edifici soprastanti e per ampliare la zona pianeggiante edificabile in zone collinari come quella del Pincio. Infatti sono manufatti privi di elementi decorativi. E poi sono state trovate opere di cunalizzazione, canalette prive di rivestimenti parietali e pavimentali, destinate molto probabilmente alla circolazione dellaria, un mosaico facilmente conservabile e un criptoportico in direzione sud-ovest, di eta imperiale, in zona marginale del progetto che può essere tutelato. Infine: i "saggi"? «Dicono anche che sono possibili varianti al progetto, e questo punto può essere derimente per una valutazione successiva della corte dei Conti sul danno erariale prodotto dal blocco dei lavori. Non dirlo sarebbe sciocco e irresponsabile. E poi guardi che io non sono un fan delparking del Pincio. Mi limito ad leggere le carte e a dire ciò che contengono. A me lezioni non ne possono fare. Sono unpignolo di natura e sono stato con Alemanno e con Cicchitto fra i più fieri avversari di Veltroni e del suo modo oligarchico di governare Roma e il parcheggio del Pincio può essere certamente contestato come una prova di ciò, ma qui cè di mezzo lamministrazione di un Comune, soldi già spesi, progetti già approvati. E non si può scherzare nè giocare con le carte». Contro il parcheggio, comunque, anche larchitetto Massimiliano Fuksas, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera e La Destra.
ROMA - Pincio: il no al parking nasconde quello contro la Metro C
Il parcheggio del Pincio è un progetto di costruzione di un parcheggio sotterraneo a Roma, che ha suscitato polemiche tra i politici e gli esperti. Il progetto prevede la costruzione di un tunnel sotterraneo che attraverserà il centro storico di Roma, e ha suscitato preoccupazioni per la preservazione dell'architettura e della cultura storica della città. Il sottosegretario ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che non è una buona idea costruire un parcheggio sotterraneo in un'area storica. Ha anche suggerito di bloccare il progetto e di dire no alla costruzione del parcheggio.
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