NAPOLI «Non abbiamo un centesimo per demolire le case abusive in Provincia di Napoli. Il fondo di un milione di euro è esaurito da tempo. Poca cosa. Abbattere con tutte le garanzie di sicurezza costa molto più che costruire. Aspettiamo che sia reintegrato, magari con i soldi dei proprietari in danno dei quali sono stati demoliti gli immobili». Gabriella Cundari, assessore all'Urbanistica della Regione Campania, alza bandiera bianca. Parole amare, le sue, 24 ore dopo che il capo della Procura di Torre Annunziata, Diego Marno, ha denunciato al Corriere del Mezzogiorno: «Trecento ordinanze di demolizione per abusi emesse dai miei uffici in un anno non sono state mai eseguite». Assessore, un anno fa la Regione annunciò la nomina dei commissari ad acta. Una task force per abbattere gli abusi, dove i Comuni fossero stati inadempienti. Cosa non ha funzionato? «Noi non possiamo intervenire in prima battuta. Dobbiamo chiedere chiarimenti al sindaco e se non ce li dà non possiamo nominare i commissari ad acta. Soprattutto, però, non abbiamo i soldi per demolire in tutta la Regione. Abbiamo istituito un fondo di rotazione che è già finito, per la provincia di Napoli. Soldi in parte di palazzo Santa Lucia, in parte dello Stato, che non ha più messo un centesimo. Peraltro, qualcosa è stato realizzato. Basti pensare a Casalnuovo dove alcuni immobili sono stati abbattuti. Abbiamo nominato in tre tornate una cinquantina di commissari ad acta. I quali agiscono, però, in tempi lunghi ». Ruspe ferme: mancano i soldi Ruspe ferme: mancano i soldi Che fine ha fatto il progetto di monitoraggio satellitare del territorio, in funzione antiabusivismo? «È bloccato, anche in questo caso per mancanza di soldi. Il primo rilievo col satellite è stato realizzato e sono stati spesi i fondi che avevamo. Non ne abbiamo ricevuti altri. I dati dovrebbero essere aggiornati ogni tre mesi, per garantire un controllo costante. È tutto fermo da cinque mesi e non vedo schiarite perché non abbiamo più risorse». A quanto ammontava il finanziamento? «Non ricordo esattamente. Era una voce di bilancio che derivava direttamente dalla Presidenza della Regione Campania. Tenga comunque conto che una rilevazione satellitare costa almeno un milione di euro. Occorrerebbero 5 o 6 milioni di euro all'anno. Al momento proprio non ci sono. Certo, il satellite di Benevento potrebbe essere sostituito, ma gratis non lo dà nessuno. Né possiamo trasformare i rilievi di Google. Abbiamo necessità di immagini che possano essere impiegate anche in sede legale, in caso di contenzioso con i proprietari degli immobili. Servono soldi, ripeto, ma non li abbiamo adesso». Assessore, almeno per gli abusi per i quali ci sianno sentenze passate in giudicato, quelli ai quali faceva riferimento il procuratore Marmo, qualcosa andrebbe fatto. Salvo dichiarare la bancarotta dello Stato e del paesaggio. «Chiederò al procuratore Marmo, alle altre Procure impegnate nell'antiabusivismo ed ai prefetti la disponibilità a elaborare un progetto comune, per verificare in che modo si potrebbero accorciare i tempi. La prima cosa utile sarebbe realizzare una banca dati condivisa, per darci priorità di intervento. Per esempio, concentrando gli sforzi nell'abbattimento degli immobili abusivi sanzionati da sentenze passate in giudicato».
CAMPANIA - La Regione senza soldi, non ha i fondi per demolire le case abusive e per il satellite
L'assessore all'Urbanistica della Regione Campania, Gabriella Cundari, ha espresso amare parole riguardo all'assenza di fondi per demolire le case abusive in Provincia di Napoli. Il fondo di un milione di euro è esaurito da tempo e non ci sono soldi per demolire gli immobili. Cundari ha anche denunciato che trecento ordinanze di demolizione per abusi emesse dai suoi uffici non sono state mai eseguite. Ha anche menzionato che il progetto di monitoraggio satellitare del territorio, in funzione antiabusivismo, è bloccato per mancanza di soldi.
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