Brutte notizie, per chi sperava che i reperti archeologici potessero bloccare i lavori del park interrato, progetto contestato soprattutto da commercianti e residenti della zona. La campagna archeologica in piazza Vittoria aveva riportato alla luce, sotto larea di sosta, resti di Palazzo Bressa, mentre verso il lato sud della piazza sono state rinvenute alcune tombe risalenti a epoca romana ma anche precedente, elementi scultorei lapidei e un paio di pozzi pre-romani. Tutti reperti inventariati, coperti con teloni, quindi con terra. Quando partirà lo scavo vero e proprio del parcheggio, solo i resti più importanti dovranno essere rimossi. Bisognerà usare una certa accortezza ma, per la Soprintendenza, nulla vieta di scavare in profondità. Non cè nulla di rilevante che possa bloccare il progetto. A parte i problemi che si potranno incontrare con la falda, ma questo è un altro discorso. La Soprintendenza sta finendo di redigere la sua relazione, che però ieri Cozza ha riassunto in questi termini: «Le strutture venutre alla luce non sono tali da scoraggiare lo scavo del parcheggio interrato, non impediscono lo scavo». La palla torna quindi alla Parcheggi Italia, la ditta che ha vinto lappalto e che ora potrà quindi dedicarsi in tempi rapidi al progetto definitivo ed esecutivo del silo interrato. Una doccia fredda per il comitato anti-parcheggio, per Italia Nostra e per le opposizioni. Ma anche per parte dello stesso Carroccio: non pochi leghisti speravano infatti che la Soprintendenza potesse essere usata come pretesto per bloccare i lavori. Lo stesso sindaco Gobbo, infatti, non ama il progetto. Tanto più che, di recente, Comune, Trenitalia e Poste hanno trovato laccordo per la riqualificazione dellarea vicino alla stazione, in viale Orleans, ripescando il Ferropark, ossia un parcheggio multipiano che sorgerebbe a poche centinaia di metri in linea daria da quello di piazza Vittoria. Niente da fare: per la Soprintendenza linterrato si può fare. Lunico attore della vicenda che a questo punto potrebbe far saltare tutto è solo la Parcheggi Italia, dato che Ca Sugana non ha più potere di veto a meno di non pagare una penale salatissima. Dalla fine di questanno, quindi, potrebbero partire i lavori. Previsto il transito di 50 camion al giorno carichi di detriti, per un cantiere che resterà aperto due anni: bisognerà infatti prima scavare un buco largo metà piazza e profondo 14 metri, poi cementificarlo. I comitati vorrebbero una presa di posizione in extremis da parte del Comune, ma già a marzo lassessore ai Lavori pubblici Basso avvertiva: «Il piano è avviato. Si fermerà solo in caso di ritrovamenti archeologici di rilievo». Non è andata così.