Raccordo e Pincio, è scontro nel Pdl Alemanno a Castelli: "Pedaggio? Idea assurda". Sul parking Cicchitto boccia Giro Alemanno contro il leghista Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, che ripropone il pedaggio sul Gra. E il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro, favorevole al parking sotto il Pincio, contro Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. Doppio scontro ieri nel centrodestra. Se Castelli afferma: «I milanesi pagano la tangenziale, i romani invece non pagano il raccordo. E questo è un privilegio anacronistico», il sindaco ribatte: «Assolutamente esclusa lidea che si possa pagare il pedaggio sul Gra. Il sottosegretario Castelli non conosce gli esatti termini della questione. Infatti il Gra, che è gestito dallAnas e non dalle Autostrade, ha da sempre avuto una funzione di unico collegamento urbano tra le diverse vie consolari e, di conseguenza, non può essere considerata unautostrada dallutilizzo facoltativo e quindi sottoponibile a pedaggio». Fin qui il primo match. E veniamo al secondo. Giro, sin dal 2006 coordinatore regionale di Fi, ieri è tornato a ribadire il suo «sì» al parking del Pincio «a patto che», come aveva indicato del resto la maggioranza dei membri della commissione di saggi chiamata da Alemanno a disinnescare la grana, «il progetto sia modificato al fine di salvaguardare gli importanti resti venuti alla luce». La relazione della Soprintendenza statale archeologica «non è ostativa al progetto del parcheggio», ha tagliato corto il sottosegretario. E subito le agenzie battono la risposta di Cicchitto: «Al parere dei cinque saggi si aggiunge la relazione della sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali: larea dove sorgeva la villa di Lucullo deve essere "salvaguardata integralmente"». Ma la questione del parcheggio si complica. Anche Sgarbi e Fuksas si schierano con il partito del «no», a pochi giorni dalla presentazione (il 2 settembre) di una memoria di giunta sul progetto di 7 piani per 700 posti auto elaborato dallamministrazione di centrosinistra, in unarea che contiene su ben il 40 per cento della sua superficie (lha confermato la relazione della Soprintendenza archeologica statale) resti di un criptoportico del IV secolo d.C. e, tra laltro, sedici vani di una struttura di 400 anni prima. «Dicendo sì al parcheggio del Pincio Alemanno tradirebbe se stesso e i suoi elettori». È il «consiglio» di Sgarbi. Per Fuksas «il luogo è importante perché Valadier vi ha realizzato un progetto straordinario e i ritrovamenti confermano che il parcheggio non si doveva pensare, non si doveva appaltare e non si deve realizzare». Sulla decisione di Alemanno pesa anche la penale di circa 6 milioni da pagare in caso di rescissione del contratto. E il deputato del Pdl Fabio Rampelli propone che a pagare siano «individualmente i precedenti amministratori, in primis lex assessore Roberto Morassut». Ribatte Morassut: «Sul Pincio Rampelli sbaglia obiettivo: la procedura è stata seguita dallAtac, anche se limportante non è questo. E il pedaggio del Gra sarebbe unaltra tassa contro i romani. Il Raccordo ormai è una strada urbana».
ROMA - Fuksas e Sgarbi contro il parcheggio: non si doveva pensare non si deve fare
I sottosegretari Castelli e Giro si sono scontrati a Castelli in un dibattito sul pedaggio sul Gra e sul parcheggio del Pincio. Castelli sostiene che il pedaggio sul Gra sia un privilegio per i milanesi e che i romani non pagano il raccordo. Giro, invece, sostiene che il pedaggio non sia possibile. Il sottosegretario Castelli non conosce gli esatti termini della questione, ma il Gra non può essere considerato un'autostrada. Giro, invece, sostiene che il parcheggio del Pincio sia un'idea assurda e che il progetto debba essere modificato per salvaguardare gli importanti resti archeologici.
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