Revocati i contratti ai dirigenti. Cambio alla Formazione La partita dei burocrati I vertici prorogati fino allautunno ma la giunta dà lok al taglio di 10 dipartimenti Lombardo congela tutto. Revoca i contratti ai dirigenti generali della Regione ma li mantiene al loro posto, in regime di proroga, per altri 45 giorni. Lo spoils system, insomma, è sostanzialmente rinviato, con una decisione che consente a Palazzo dOrleans di scavalcare il termine del 24 agosto, ovvero la scadenza dei tre mesi prevista dalla legge per muovere le pedine dello scacchiere della superburocrazia. Se ne riparlerà in autunno. Ma adesso i grand commis stanno con il fiato sospeso, privi di una copertura contrattuale e con la prospettiva di una riduzione drastica del numero delle poltrone. Ieri, infatti, la giunta regionale ha varato il disegno di legge di riforma degli assetti burocratici che prevede il "taglio" di dieci dipartimenti. Il provvedimento prevede una serie di accorpamenti di rami damministrazione, che riguardano la Presidenza della Regione e sei assessorati. Nel dettaglio, per quanto riguarda la Presidenza, lufficio del sovrintendente di Palazzo dOrleans e la segreteria di giunta perdono lo "status" di dipartimento. Un ridimensionamento di due strutture che avevano fatto il "salto di qualità" durante il governo Cuffaro. AllAgricoltura, i dipartimenti scendono da tre a due, con il declassamento dellazienda foreste. Scompare come entità autonoma il Darc, struttura nata nel 2006 che si occupa di arte e architettura contemporanea: le sue competenze passano al dipartimento Beni culturali. Vengono accorpati i dipartimenti Lavoro e Formazione professionale e diventano ununica struttura i due ispettorati dei Lavori pubblici. Alla Sanità scendono da cinque a due i dipartimenti. Il primo dovrebbe occuparsi di assistenza sanitaria e ospedaliera, ma anche della programmazione delle risorse, delle infrastrutture e dellinformatizzazione. Mentre laltro, ovvero lispettorato sanitario, assorbirà anche i servizi veterinari e lattività dellosservatorio epidemiologico. Cura dimagrante per tanti, ma non per tutti. Perché Scoma, assessore alla Famiglia, fa "apprezzare" dalla giunta una norma che anziché far diminuire, raddoppia il numero dei dipartimenti alle sue dipendenze. Sulla riforma, in ogni caso, pesa una grande incognita: lapprovazione da parte dellAssemblea regionale. Il governatore conta di incassarla in autunno, in tempo per definire la nuova mappa dei burocrati. Ma le resistenze, fra gli alleati, Lombardo le ha potute saggiare già in questi giorni. LUdc, ad esempio, voleva a tutti i costi far spostare due dirigenti generali: Romeo Palma (Beni culturali) ormai in aperta rotta di collisione con lassessore Antonello Antinoro, e Giuseppe Incardona (Industria). Ma i due burocrati sono rimasti al loro posto, assieme agli altri dirigenti esterni allamministrazione (fra cui Gabriella Palocci, manager della Programmazione) che anzi hanno una prospettiva più lunga rispetto ai colleghi: resteranno infatti in servizio fino alla scadenza dei loro contratti. Malgrado sponsor influenti allinterno di Forza Italia (Dore Misuraca e Francesco Scoma), lunica a pagare dazio alla fine è Alessandra Russo, il dirigente generale della Formazione professionale che ormai era in guerra aperta con lassessore al Lavoro Carmelo Incardona (AnPdl). La Russo è stata spostata allispettorato tecnico. Il suo posto viene preso ad interim da Patrizia Monterosso, dirigente generale della Pubblica istruzione. Tutto sospeso, in attesa che lArs dia il via libera alla riforma dei dipartimenti e che vadano in porto i pensionamenti per chi ha 40 anni di anzianità decretati di recente. Disposizione, questultima, che da qui a qualche mese dovrebbe riguardare burocrati di alto rango come il segretario di giunta Carmelo Ruffino, il capo del personale Alfredo Liotta, i dirigenti generali della Sanità Luigi Castellucci e Saverio Ciriminna. Tutto sospeso, si diceva, in attesa pure che cadano i veti incrociati nel centrodestra. Ai segretari regionali dei partiti alleati, ad esempio, non è piaciuta la tendenza di Lombardo di discutere di nomine dei top manager soltanto con i propri assessori, esautorando i vertici politici della coalizione. Ieri mattina vorticose consultazioni telefoniche fra Misuraca, Saverio Romano (Udc) e Giuseppe Scalia (An). E alla fine, la sensazione comune di aver strappato al governatore almeno un supplemento di trattative: altri 45 giorni di confronto. «La resa dei conti è solo rinviata», confida in serata un autorevole dirigente del Pdl.