La decisione sulla realizzazione o meno del parcheggio del Pincio affidata a una «memoria» della prima giunta del 2 settembre. Ma dopo la relazione della sovrintendenza archeologica cresce lo scontro. Rapelli: «Il problema rischia di essere la penale». Non sarà una decisione facile quella che Gianni Alemanno e la giunta dovranno prendere sul Pincio. Perché mentre il Campidoglio annuncia che nella prima riunione dopo la pausa estiva, il 2 settembre, verrà presentata una «memoria» sul progetto del parcheggio, da una parte premono le ragioni dellarcheologia e dallaltra quelle economiche. Conciliabili, secondo alcuni; inconciliabili per altri. «Un parcheggio inutile che deturperebbe una delle zone più belle di Roma» tuona il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. «Dicendo sì al parcheggio del Pincio Gianni Alemanno tradirebbe se stesso e i suoi elettori - ha detto ieri Vittorio Sgarbi - Non dia il via libera a una seconda Ara Pacis». Un «consiglio» che arriva anche alla luce dei ritrovamenti archeologici resi noti dalla relazione della sovrintendenza ai Beni archeologici, dove si sottolinea che «le strutture rinvenute devono essere salvaguardate integralmente». «Il danno di immagine - continua Vittorio Sgarbi - sarebbe molto maggiore dei risarcimenti dovuti alle imprese coinvolte nel progetto». Le indiscrezioni sulla decisione del 2 settembre dicono che il sindaco farebbe volentieri a meno di realizzarlo. Gianni Alemanno ha, infatti, più volte dichiarato che non avrebbe mai fatto la scelta della precedente amministrazione. Ma adesso «la penale rischia di diventare un punto determinante - spiega il deputato del Pdl Fabio Rampelli - Perché si tratterebbe di dare io milioni di euro allimpresa». Secondo Fabio Rampelli «bisogna anche capire bene chi la dovrà pagare», ma «il vero punto di svolta dellattuale situazione - aggiunge - è che le grandi opere pubbliche che riguardano Roma, patrimonio dellumanità, diventano finalmente argomento di dibattito e di contradditorio pubblico. Quando si vuole fare unopera importante bisogna discuterne a lungo». La discussione, in realtà cè stata. E la ricorda Umberto Marroni (Pd), oggi capogruppo dellopposizione in aula Giulio Cesare, presidente della commissione Lavori pubblici al momento della sua approvazione: «Ci fu un lungo dibattito - spiega - con laudizione delle sovrintendenze e dei comitati dei cittadini del centro storico. Si discusse a lungo anche sullimpatto architettonico e ambientale, con modifiche della sistemazione superficiale sul piazzale, oltre che dellingresso delle auto». Secondo il capogruppo del Pd in Campidoglio, inoltre, la gara (realizzata dallAtac nel 2006) «è stata vinta da unimpresa seria e quindi non dovrebbero esserci problemi sulla qualità della realizzazione». Umberto Marroni ricorda anche che oltre alla «penale» per limpresa non realizzare il parcheggio del Pincio significherebbe un mancato introito per le «casse dellAtac, e quindi del Campidoglio, di non meno di 30 milioni li euro». Totale: 40 milioni euro di perdita economica. E se il sovriritendente archeologico di Roma Angelo Bottini ha precisato che appena conclusa la prima fase di scavi, sovrapponendo l'area a quella del progetto, solo il 40 per cento è occupato da preesistenze archeologiche, ma «la fattibilità dipende dal progetto», i Radicali ricordano che «non si può ridurre la decisone del parcheggio del Pincio ad una mera questione tecnica afferma Mario Staderini, della direzione nazionale - di tutela ambientale o ingegneristica. La decisione assunta dal sindaco sarà massimamente politica e darà il segno delle politiche sulla mobilità che nei prossimi mesi verranno perseguite da questa amministrazione».