Roma, 20 ago (Velino) - Si conoscerà il 2 settembre il parere del Campidoglio sul parcheggio del Pincio. O meglio, sarà quello il giorno in cui si svolgerà la prima riunione di giunta dopo la pausa estiva, durante la quale verrà presentata un'apposita memoria sul progetto relativo alla realizzazione di 726 posti macchina all'interno della collina del Pincio. Prima di quel giorno, assicurano in Campidoglio, "non sarà pronunciata una parola". Sul tavolo del sindaco c'è la relazione della Commissione di saggi, che ha terminato i suoi lavori l'8 agosto, dopo un mese dal suo insediamento, quattro riunioni, il sopralluogo sul posto, l'analisi dei documenti tecnici del progetto e l'audizione di rappresentanti di Italia Nostra. Una relazione, nella quale si mette in evidenza che "gli aspetti architettonici e ambientali che verrebbero toccati dalla realizzazione del nuovo parcheggio rappresentano un motivo di allarme per la salvaguardia della qualità paesaggistica e storico-monumentale del sito". Ma il sindaco dovrà tenere conto anche dello studio della Sovrintendenza ai beni archeologici e culturali, consegnato il 7 agosto. Il rapporto contiene una descrizione degli scavi svolti fino al primo agosto, durante i quali nell'area in cui è prevista la realizzazione del maxi-parcheggio sono venuti alla luce una villa romana, un pavimento in mosaico del I secolo d.C. e un criptoportico di età imperiale. Un tesoro da preservare e tutelare e per il quale ieri il presidente della sezione romana di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, ha chiesto l'intervento immediato del sindaco. "I dati sono eloquenti ha puntualizzato Ripa Di Meana -. C'è la prova regina che il parcheggio nel ventre del Pincio non si può fare. Non si perda più un solo giorno, le carte a disposizione e la legge impongono il no al progetto. Alemanno esca dalle sue riserve e perplessità e pronunci questo no". Per il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro invece il documento della Sovrintendenza "non esprime alcuna valutazione ostativa al progetto del parcheggio del Pincio, ma pone solo alcuni criteri e limiti del tutto plausibili e logici". "Come si evince dalla planimetria allegata alla dettagliata e puntuale relazione sottolinea - oltre il 60 per cento dell'area interessata dagli scavi non presenta alcun resto archeologico. Nell'area sono stati effettuati complessivamente 42 indagini geognostiche, e specificamente 12 carotaggi nel 2004, 5 nel 2007, 25 nel 2008. A seguito di tali rilievi emerge chiaramente che soltanto la zona nord degli scavi presenta alcune importanti vestigia archeologiche, identificabili di massima con un complesso termale, in un'area tuttavia periferica del progetto che potrà essere salvaguardata integralmente, così come prevedono le norme di legge. La villa di Lucullo non è interessata dai lavori essendo probabilmente localizzata più a Nord, sulle pendici del Muro Torto, in un'area assolutamente estranea agli scavi in corso. Il criptoportico di età imperiale, pur attraversando l'area del parcheggio per tutta la sua ampiezza appare anch'esso non centrale rispetto all'area del progetto e potrà essere tutelato, con i dovuti accorgimenti tecnici e tecnologici". "L'area dove sorgeva la villa di Lucullo deve essere 'salvaguardata integralmente' - precisa Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl -. Due giudizi autorevoli danno ragione al buon senso dei romani che non vogliono quell'inutile parcheggio, che deturperebbe irreparabilmente una delle zone più belle di Roma, e che anche per questo motivo hanno votato la scorsa primavera Alemanno e il centrodestra". Contrario alla realizzazione del parcheggio è Mario Staderini, della direzione nazionale dei Radicali italiani e già vicepresidente del Consiglio del I Municipio di Roma. "Oltre ad avere un impatto ambientale ed urbanistico devastante sostiene - è privo di utilità, persino dannoso. Una sua realizzazione parziale, poi, non avrebbe senso. Il sindaco Alemanno ne è consapevole. Spero pertanto che la Giunta del 2 settembre non si trinceri burocraticamente dietro ad impedimenti tecnici, melliflui pareri di saggi o a teorici obblighi contrattuali, sventolando un rischio di danno erariale che non esiste". Inoltre, avverte, "non si può ridurre la decisione in merito al parcheggio ad una mera questione tecnica, di tutela ambientale e di beni culturali, o peggio ingegneristica. Sia chiaro, la decisione assunta dal sindaco sarà massimamente politica, e darà il segno delle politiche sulla mobilità che nei prossimi anni verranno perseguite da questa amministrazione". Dello stesso parere Fabio Sabbatani Schiuma de La Destra, che chiede ad Alemanno di "bloccare i lavori". "La procura dovrebbe altresì verificare la regolarità delle procedure d'appalto osserva - per evitare il facile superamento dei pareri vincolanti dati dalle sovrintendenze preposte e i cui accertamenti verranno fatti dalla ditta che costruirà il parcheggio stesso. È ormai indispensabile evitare questo vero e proprio 'assalto' al Pincio affinchè il maxi-parcheggio non arrivi anche a vanificare l'armoniosa perfezione architettonica del Valadier". (Concetta Chiarella)
POL - Pincio, il Campidoglio scioglie la riserva il 2 settembre
Il Campidoglio di Roma ha deciso di non pronunciare una parola sul progetto di realizzazione di 726 posti macchina all'interno della collina del Pincio, che sarà discusso durante la prima riunione di giunta dopo la pausa estiva. La relazione della Commissione di saggi ha evidenziato che gli aspetti architettonici e ambientali del progetto rappresentano un motivo di allarme per la salvaguardia della qualità paesaggistica e storico-monumentale del sito. Inoltre, gli scavi svolti hanno portato alla luce una villa romana, un pavimento in mosaico del I secolo d.C. e un criptoportico di età imperiale, che devono essere preservati e tutelati.
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