«Firme contro il Governo Variati sbaglia a star fuori» Salviamo l'Italia o no? Sono convinto che l'idea di raccogliere 5 milioni di firme sul tema "Salviamo l'Italia" sia cosa ben fatta. Ci sono anche esponenti del Pd, tra i quali il sindaco Variati, che hanno pubblicamente dichiarato di non condividere l'iniziativa. L'hanno comunicato alla stampa che ne ha dato tutto il risalto possibile come sempre accade quando si pensa ad una possibile operazione Bruto. Fatto salvo il principio che tutte le opinioni sono legittime, vorrei vedere con i lettori se le stesse sono congrue oppure no. Nessuno può disconoscere che Veltroni nel corso di tutta la sua campagna elettorale abbia, senza tentennamenti, sempre dichiarato la disponibilità sua e del Pd a trovare un punto d'incontro con l'opposizione o maggioranza per le riforme necessa-rie al Paese. Si ricorderà pure l'apparente accordo dimostrato da Berlusconi sul fatto e la sua ammissione che certe riforme sarebbero dovute essere realizzate insieme alle minoranze. Quello che è accaduto dopo le elezioni e la corposa vittoria del centro-destra, è sotto gli occhi e alla portata delle orecchie di chi non vuole fideisticamente aderire a qualunque decisione della sua parte politica. Berlusconi sembrava essersi trasformato dalupo in agnello, da politico politicante in statista (in vista del Quirinale) ma, come i fatti testimoniano, era solo una recita. Come accade con Berlusconi al potere, la comunicazione è stata la cosa di maggior peso anche se poi dietro il messaggio c'è poco o nulla. Si pensi alla Robin Hood tax, prendere ai ricchi per dare ai poveri, che si risolve in un'entrata di quasi cinque miliardi dei quali solo poco più di 200 milioni vanno alle persone bisognose. Il lodo Alfano, poi, male minore per evitare il blocco dei processi che avrebbe disastrato, ancor più di quanto possibile, la situazione della Giustizia. La Finanziaria che, nel lodevole intento di tagliare le spese dello Stato, riduce drasticamente le erogazioni alla ricerca, alla polizia, alla magistratura (sarà mica un caso personale?) e ad altri settori che si troveranno con l'acqua alla gola. Si sbandiera la tessera sociale di 200 euro per indigenti e non si ricorda che il governo Prodi ha elargito agli stessi 500 euro nonostante le pessime condizioni di cassa trovate al momento del subentro al governo Berlusconi. C'è il timore, anche da parte di molti economisti neutrali, che in autunno la situazione del Paese sarà piuttosto critica. L'ultimo grido di dolore viene da Salvatore Settis, eminente studioso e direttore generale del ministero dei Beni Culturali. Lo 0,28 del bilancio precedentemente destinato al ministero di cui sopra è stato ulteriormente ridotto e la situazione viene definita catastrofica. I Beni Culturali sono uno dei nostri principali tesori. Se non vi provvediamo velocemente cosa succederà? Penso che le firme non vogliano essere una spallata ma solo un promemora al governo di non sottovalutare che nel Paese ci sono anche milioni di persone che vogliono essere ascoltate e che la pensano diversamente. Per questi motivi non ho apprezzato l'enfasi del sindaco nel dichiararsi contrario a firmare l'appello. Non credo nemmeno che la decisione di Maroni di aumentare le possibilità di intervento dei sindaci sia la panacea che alcuni dicono e ho dubbi sull'utilizzo dei nuovi poteri. Tornando alla petizione si tratta pur sempre della richiesta di una persona che durante la campagna elettorale è venuta a sostenere con calore la candidatura Variati. I tempi nella costituzione del Pd sono stati affrettati. Sono stati commessi, come ho già avuto occasione di dire, errori che, con una pianificazione più oculata, si sarebbero potuti evitare. Anch'io come Variati penso che Roma pensi troppo a Roma; non si sarebbe, infatti, dovuto consentire che tutte o quasi le caselle della periferia dell'impero fossero occupate o da Ds e Margheriti e, comunque, frutto di accordi solo for-malmente assembleari. E non si discute delle capacità di alcuni che pur ci sono, ma di quello spirito nuovo che ogni nuova impresa deve avere e che costoro, in molti casi, non hanno. Massimo Cacciari è, come tutti sanno, un battitore libero. Le sue opinioni sono autenticamente sue e, come tutti, a volte ci prende e a volte, no. Il suo sei a Veltroni mi vede in disaccordo ma non è questa la sede per motivare il mio dissenso. Il caso di Bassolino è uno di quelli nei quali le ragioni della scelta possono essere plurime. Per i rifiuti a Napoli penso che come sindaco e presidente della Regione abbia le sue colpe. Diventano ancora maggiori come commissario del Governo, per la cui carica mi sembra sia inquisito; non avrebbe vigilato sulla Impregilo, azienda vin-citrice del bando per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. La sua posizione è molto delicata ed è evidente che la sua riconoscenza, verso chi gli sta risolvendo i problemi, è tangibile. Non è accettabile, invece, la dichiarazione di non poter firmare contro un governo con cui lui collabora. Si può certamente collaborare sulle cose contingenti ma sul piano politico generale è diverso. Non è che Bassolino avrebbe potuto collaborare un pò di più anche con il governo Prodi? Adriano Verlato Costituente regionale per il Partito democratico
"SALVIAMO L'ITALIA". Verlato, membro della Costituente regionale per il Pd,non condivide la posizione del sindaco
Il sindaco Variati, esponente del Pd, ha dichiarato di non condividere l'iniziativa di raccogliere 5 milioni di firme per la petizione "Salviamo l'Italia". L'autore dell'articolo sostiene che Variati ha sempre dichiarato la disponibilità del Pd a trovare un punto d'incontro con l'opposizione o maggioranza per le riforme necessarie al Paese. Tuttavia, dopo le elezioni, il centro-destra ha vinto e il governo è stato formato con un leader che non ha mantenuto le promesse. L'autore dell'articolo critica il governo per le sue decisioni, come la riduzione delle erogazioni alla ricerca, alla polizia e alla magistratura, e per la mancanza di investimenti nel settore dei Beni Culturali.
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