il comune più povero L'amarezza del sindaco Adamoli: «Dovremo scendere tutti a valle» Con una media di 25.689 euro per abitante, il Comune di Montevecchia guida la classifica dei redditi Irpef per la provincia di Lecco. Nessuna sorpresa, o quasi, in paese: da queste parti, a risultati del genere sono ormai abituati. E infatti, non stupisce nemmeno il 26esimo piazzamento a livello nazionale su 8.800 Comuni italiani. Per Carla Brivio, sindaco al suo secondo mandato, i motivi alla base di questo exploit «sono numerosi». Ce n'è però uno che spicca su tutti gli altri. «Chi abita in paese di solito ha un lavoro che gli garantisce un reddito piuttosto alto. Ci sono molti tecnici e impiegati che, pur avendo un reddito fisso, hanno buoni stipendi». A questi vanno poi aggiunti «i professionisti ? come molti notai - e alcune eccellenze», come proprietari di aziende dai grossi fatturati, che determinato un innalzamento della media. Nessuno stupore nemmeno da parte di Renato Rovelli, assessore al bilancio. «Credo che i risultati pubblicati dal Sole possano essere spiegati dalla composizione della popolazione di Montevecchia. Ci sono personaggi che possiedono industrie importanti, ma c'è anche un buon livello professionale che porta ad avere redditi alti». Chi vive in paese, insomma, sta bene. E la cosa balza agli occhi. Sulla collina che sale verso il Santuario, sopra ai filari delle viti, spuntano le ville. Molte hanno ampi parchi. Numerose possono vantare anche piscine e campi da tennis. Le più belle e ambite si trovano lungo la strada panoramica che termina nel bosco conduce a Sirtori. Ma qui e là se ne trovano per tutti i gusti. E per tutte le tasche. Qui, per esempio, da anni risiede Antonella Ruggero, ex cantante dei Matia Bazar. Ma sono numerosi i manager di grosse industrie che nell'ultimo polmone verde della Brianza trascorrono le ore di riposo insieme alla famiglia. Oltre alle ville, sono tanti altri i segnali che in un certo modo raccontano in maniera indiretta i contenuti delle dichiarazioni dei redditi dei montevecchini, doc e non. Il parco macchine che circola sulle quattro strade del paese, per esempio, è un altro indiscutibile segnale del benessere diffuso. I Suv e le auto di grossa cilindrata abbondano. Delle vecchie utilitarie, invece, qui non c'è traccia. Stesso discorso anche per le case. Se non si abita in villa, qui si risiede in villette a schiera. In origine, la spiegazione è di tipo tecnico. Rovelli ha ricordato che il piano regolatore generale prevede un'altezza massima di 7,5 metri per le nuove costruzioni. Ma la conseguenza è economica e sociale. E così qui di condomini quasi non ce n'è. «La tipologia urbanistica ? ha ricordato l'assessore ? è stata impostata anni fa ed è legata al fatto che il territorio sia tutelato dal parco. È però chiaro che in paese si è sviluppato un tipo di edilizia che non va in alto e che ha portato alla realizzazione di complessi di un certo tipo con ovvie conseguenze sul tipo di popolazione che ci abita». E restando in questo ambito, si scopre anche che qui il mercato delle case in affitto non esiste e che quasi tutti sono proprietari di casa. C'è un ultimo dato da cui si deduce che la classifica del Sole dipinge assai meglio di quel che si potrebbe credere la realtà. «Come ovunque anche da noi c'è qualche caso di persone che vanno sostenute, ma i casi sono piuttosto rari spiega il sindaco. - Chi abita a Montevecchia, di solito non ha bisogno di aiuto». Fabrizio Alfano 19082008