Sabaudia, San Felice e Latina hanno chiesto di ridurre le aree inedificabili Una superficie pari a otto volte Villa Pamphili. Tanto grande è il territorio del Parco nazionale del Circeo su cui incombe il rischio cemento. Alla vigilia dellapprovazione in consiglio regionale del nuovo Piano territoriale paesistico, i comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Latina hanno presentato osservazioni che propongono sostanzialmente la riperimetrazione del parco, sottraendo buona parte della sua superficie ai vincoli di inedificabilità. La denuncia è di Legambiente Lazio, che chiede alla Regione di respingere definitivamente le osservazioni in sede di approvazione del piano, già adottato dalla giunta lo scorso anno. «Se queste osservazioni passassero - spiega Mauro Veronesi, responsabile del Territorio per lassociazione - diventerebbero a rischio 310 ettari di parco nel comune di Sabaudia, 50 nel comune di San Felice,1.136 in quello di Latina. In totale 1.496 ettari compromessi su una superficie complessiva di 8.700 ettari. In percentuale, il 17 dellintero parco». Qualche esempio. Il comune di Sabaudia chiede di ridurre la fascia di protezione intorno alla Selva del Circeo, cuore del parco. Il piano paesistico vuole che questa fascia sia inedificabile e larga almeno 150 metri. Lamministrazione di Sabaudia propone di ridurla a 50 metri. «La motivazione - racconta Veronesi - è che in quellarea, compresa fra la strada Migliara 49, la Mediana e la Migliara 549, esistono abitazioni rurali che si vorrebbero restaurare. In realtà, una volta declassata la zona, sarebbe permesso edificare fino a 1,5 metri cubi per metro quadro, cioè fino a 150 mila metri cubi». Altra richiesta, sempre nel comune di Sabaudia. Stavolta siamo lungo le sponde del lago di Sabaudia, detto anche lago di Paola, in unarea estesa circa 40 ettari che collega la località Braccio della Caprara con il Braccio dellArciglione, zona anche questa inedificabile. Sabaudia avanza una nuova proposta di perimetro, che ridurrebbe a 25 gli ettari protetti integralmente. «In questo caso - riprende Veronesi - il rischio cemento è pari a 100 mila metri cubi». Passiamo al territorio del parco che ricade nellambito del comune di San Felice Circeo. Le osservazioni dellamministrazione al piano territoriale si concentrano sul Promontorio, simbolo della città e del parco, esteso su una superficie di 30 ettari. Il comune chiede di «modificare il perimetro dellarea, per la presenza di zone urbanizzate, da sottoporre a piani di recupero», in località Punta Rossa, Faro e Torre del Fico. «Se tale osservazione fosse accolta - fa notare ancora Veronesi - ci sarebbe una potenzialità edificatoria pari a 26 mila metri cubi». Infine Latina. «Qui il pericolo è la riqualificazione del territorio costiero, secondo le scelte urbanistiche e ambientali derivate dal concorso internazionale di idee - racconta Veronesi - In questo caso sarebbero a rischio 1.136 ettari del parco, incluso il lago di Fogliano». Legambiente Lazio chiede alla Regione di non abbassare la guardia perché, ricorda il presidente Lorenzo Parlati, «questi territori sono da sempre vittime di speculazioni e abusi edilizi». Nel 2004 gli abusi nel comune di Latina sono stati 342, pari a 0,93 al giorno, nel comune di Sabaudia sono stati 75, uno ogni 4,8 giorni, in quello di San Felice 183, pari a 1,9 al giorno.