Barbanente: "Legge lungimirante ma fate attenzione ai furbetti" Temo che si possa essere sviluppato un vero mercato che blocca il turn over Per lassessore regionale alledilizia residenziale pubblica, Angela Barbanente, la legge regionale 54 del 1984, che disciplina tra laltro il regime delle assegnazioni delle case popolari «è una legge lungimirante ma che bisogna difendere dai furbetti». La possibilità che il convivente di un assegnatario potesse subentragli nellassegnazione alla sua morte, è il riconoscimento ante litteram della coppia di fatto o del vincolo solidaristico che la giunta di centrosinistra alla Regione ha introdotto con lultima riforma sul welfare regionale. «Questa norma già consentiva alle convivenze il riconoscimento di uno stato di diritto. Quella legge riconosce le convivenze aventi diritto al subentro. È una legge che andrebbe aggiornata». Perché? «Periodicamente chiedo agli istituti autonomi delle case popolari ma anche ai sindacati di segnalare in modo puntuale lapplicazione delle legge, visto che sono loro ad avere il polso della situazione. Ma almeno da loro non arrivano impulsi per la modifica di quella legge». «Una parte di quella legge la stiamo attuando noi». Dopo 24 anni cosa non era stato ancora attuato? «Il capitolo delle autogestioni: la gestione degli alloggi non è degli Iacp ma dei condomini. Uno dei problemi più grossi che abbiamo, infatti, riguarda quei complessi dove il patrimonio, essendo pubblico, diventa una sorta di res nullius: è di nessuno lo posso lasciare degradare. Invece la gestione condominiale responsabilizza gli inquilini». In realtà, nei casi portati allattenzione del Tar, è lo Iacp di Bari ad aver negato il subentro a soggetti che avevano dichiarato, senza documentarlo, di aver convissuto con gli assegnatari. I giudici amministrativi hanno comunque dato ragione allo Iacp. «Certo: in linea di principio è giusto riconoscere unadeguata tutela alle convivenze ma è anche vero che questo è un Paese di furbetti». Possiamo parlare di convivenze fasulle? «Non ho elementi per dirlo ma non posso escludere che si possano costruire convivenze ad hoc per subentrare ledendo i diritti degli altri in graduatoria». Da cosa lo deduce, allora? «Dal fatto che non cè turn over. Abbiamo un patrimonio pubblico nel quale praticamente non cè mobilità. Mi chiedo: possibile che tutti questi anziani siano assistiti da persone che non hanno casa? Non cè turn over se poi si crea una sorta di mercato delle convivenze». Fatta la legge, trovato linganno, insomma. «La legge è lungimirante, ripeto. Però occorre stare attenti sullattuazione distorta di una legge innovativa in mancanza di capacità di controllo da parte degli enti. Ma è un fatto che non cè possibilità, attraverso il patrimonio edilizio esistente in Puglia, di fare nuove assegnazioni perché questo patrimonio, come dire... si eredita. Di padre in figlio perché evidentemente sono tutti al di sotto delle soglie che consentono laccesso alledilizia residenziale pubblica. Questo significa che non cè mobilità sociale? Che i figli sono condannati ad essere poveri quanto i genitori? E se anche cè un figlio che migliora la sua condizione economica e perde il diritto alò subentro, cè sempre qualche convivente pronto a subentrare nel diritto alla casa. Questo è un fenomeno molto, molto diffuso». Ma non cè la possibilità di riscattare lalloggio popolare per lassegnatario che vuole e può diventare proprietario? «Se lalloggio rientra nei piani di vendita. Ma siamo orientati a bloccare le vendite perché agli attuali valori catastali, che non corrispondono affatto ai valori reali, una vendita si trasforma per lente in una perdita. E poi, dopo 15 anni di vendite, il nostro obiettivo è quello di ricomporre il patrimonio pubblico».