C'è una domanda potenziale di oltre 100 milioni di turisti esteri, provenienti dai mercati dell'Est, dall'India e dalla Cina: questo è lo scenario delineato dal presidente dell'Enit, Amedeo Ottaviani, esposto ieri nel corso di un incontro-stampa a Roma in occasione dell'Art Cities Exchange, la borsa del turismo d'arte, che ha visto la partecipazione di 358 operatori dell'offerta italiana e quasi 200 buyer esteri provenienti da 38 paesi di tutto il mondo. «Alla forte contrazione del turismo estero che ha prodotto 24 mila e 700 milioni di euro, vale a dire un 2,6 rispetto agli anni passati, c'è da segnalare una timida ma sicura ripresa da gran parte dei bacini di traffico più appetibili per l'incoming italiano». Lo stesso Piergiorgio Togni, direttore generale dell'Enit, lo conferma dopo aver monitora-to i vari osservatori delle delegazioni estere dell'Enit. «Abbiamo riscontri di forte ripresa dagli Usa dove gli operatori non solo confermano un buon andamento delle prenotazioni verso l'Italia per Pasqua e l'estate 2003, ma evidenziano che il nostro paese è ormai divenuto la prima destinazione outgoing per i turisti americani, superando addirittura Francia e Gran Bretagna. Ci attendiamo che queste previsioni vengano suffragate dagli effettivi arrivi. Così come Abbiamo buoni segnali di ripresa dai paesi dell'Est, dalla Russia, e ancora dal Giappone dove abbiamo anche previsto un piano straordinario per la promozione in loco che contempla mostre, rassegne d'arte e per il 2005 un grande festival italiano organizzato dal principale quotidiano giapponese, in uno stadio capace di ospitare oltre 100 mila persone. Stiamo sostanzialmente ripartendo dopo un anno terribile, ma l'unico inconveniente ancora irrisolto riguarda una scarsa offerta aerea da e per l'Italia: la maggior parte dei turisti esteri utilizza vettori stranieri e questo significa che spesso i nostri arrivi sono condivisi da altri paesi europei e che l'Italia può giovarsi di brevi soggiorni. Ma non disperiamo che il trend già delineato in questa Borsa, porti anche nuove tipologie di traffico, e apra nuovi bacini incoming. Il turismo d'arte», ha concluso Togni, «è sicuramente una delle nostre carte vincenti e dobbiamo riportarlo ad alti livelli».