Nuove aree territoriali per la programmazione culturale integrata e nuove risorse per la valorizzazione del patrimonio del Lazio. Con due delibere la Regione Lazio completa l'articolazione e la lettura del territorio avviata con la Legge 40 del 1999 e incrementa le risorse per la progettazione e la valorizzazione della Via Francigena del sud, della via Francigena di San Francesco e dell'area di montagna del Salto Cicolano. In particolare, con la Delibera 543 del 18 luglio vengono individuate sei nuove Aree di programmazione integrata. Ciascuna area dovrà confezionare un proprio Piano Operativo per promuovere la propria vocazione territoriale, atta a una valida fruizione turistico culturale. Ciò sarà possibile attraverso la creazione di itinerari a tema, la rivalutazione dei servizi di accoglienza e dei prodotti locali, la realizzazione di materiale informativo, il tutto in chiave di un marketing territoriale di qualità. Lo comunica l'assessorato regionale alla Cultura. Con la Delibera 544 del 18 luglio vengono invece stanziati 4 milioni e mezzo di euro destinati a valorizzare itinerari tematici nelle Aree di programmazione integrata: il principale tematismo individuato per il 2008 è l'itinerario storico religioso della Via Francigena del Sud che, proponendo la messa a sistema di un percorso ciclopedonale che da Roma procede verso il sud e gli imbarchi per la Terrasanta, completa e arricchisce la tradizionale Via a nord di Roma. A esso si aggiunge la Francigena di S. Francesco, tematismo legato alle «vie del sacro», e il Mondo agropastorale. «I piani di valorizzazione integrata costituiscono per la Regione uno strumento per programmare e sviluppare percorsi di promozione culturale - dichiara l'assessore Giulia Rodano - Abbiamo riunito i territori attraversati dalla Francigena del sud, dalla Francigena di S. Francesco e dell'area del Salto Cicolano in "tematismi," ovvero chiavi di lettura del patrimonio sul territorio. Con questi fondi contiamo di finanziare la conservazione, la tutela e la promozione del patrimonio lungo questi percorsi. Contiamo cioè di dotare le nostre province di infrastrutture "immateriali", ovvero di beni e servizi culturali».