Il comitato invita a essere vigili, anche se ancora non sono state rilasciate autorizzazioni Contro l'impianto estrattivo del Bifolco si annunciano iniziative di lotta Nei primi giorni di agosto abbiamo parlato della preoccupazione di chi a Pergola si oppone all'apertura della cava del Bifolco dopo che la Provincia di Pesaro e Urbino ha concluso con esito favorevole il procedimento di valutazione di impatto ambientale relativamente al progetto di apertura della cava e ha rilasciato la prescritta autorizzazione paesaggistica. E' vero che niente è ancora deciso, ma nonostante l'opposizione dei pergolesi alla cava del Bifolco coinvolga praticamente tutti, con poche eccezioni, i segnali non sono favorevoli. Di conseguenza il comitato contro la cava del Bifolco annuncia iniziative di lotta e opposizione al progetto. In prima linea il centro sociale "Squola" che ha fatto il punto della situazione: "Dopo la valutazione di impatto ambientale seguirà un'analisi della rispondenza del progetto di cava alle leggi e normative in materia e quindi la conferenza dei servizi. Questo passaggio prevede un incontro diretto tra il Comune di Pergola e la Provincia di Pesaro e Urbino. Il parere negativo di uno solo dei due ha il potere di bloccare l'iter. La ragione vuole che un'amministrazione che ha presentato delle osservazioni contro la cava voti contro anche nella conferenza dei servizi bloccando la rapina ambientale. Dopo l'ampliamento della cava Buzzi-Unicem, l'autorizzazione di quella di Coldorso a Serra Sant'Abbondio e la messa in opera dell'ecomostro che va sotto il nome di impianto di raffinazione di inerti del Poggetto, il Bifolco indica la svolta. Se passa l'intera area diverrà area di rilevanza estrattiva con conseguente facilitazione di tutte le procedure di apertura di cave ad iniziare da quella prevista per Madonna del Vado". Il centro sociale vede dunque nell'atteggiamento dell'amministrazione comunale un'ancora di salvezza, ma, come ha messo in evidenza recentemente il centro destra, ci sono di mezzo due lettere: una del 15 dicembre 2003 in cui il sindaco di Pergola aveva scritto che l'area estrattiva del torrente Servilio (fosso del Bifolco) presentava un minor impatto ambientale a causa della sua ubicazione più nascosta e un'altra del 27 settembre 2007 in cui il presidente Ucchielli aveva scritto al sindaco che "il polo estrattivo per l'estrazione di maiolica in località Fosso del Bifolco è stato individuato ed inserito nel Ppae e nel Peae, a seguito di ampio e approfondito confronto con l'amministrazione comunale, appositamente coinvolta, come previsto dal Prae, nella fase preliminare della concertazione. Il Comune di Pergola è quindi stato pienamente coinvolto nella fase decisionale e di localizzazione dei poli estrattivi, giungendo allora ad una condivisione con le suddette prescrizioni delle scelte programmatorie dell'amministrazione provinciale". G.M.,